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IBRA-CAVANI - Uomini-squadra con licenza di inventare
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News # 53330
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L'uomo-squadra è quello che, sia che giochi sia che non giochi, si fa notare. Zlatan Ibrahimovic e Edinson Cavani appartengono a questa categoria: decidono quando sono in campo e anche quando non ci sono, perché la loro assenza condiziona la manovra degli altri. Provate a immaginare un Milan senza Ibra: meno potente, più leggero, meno pericoloso, più prevedibile. E cercate, ora, di pensare a un Napoli senza Cavani: meno veloce, più macchinoso, meno contropiedista, più bloccato. C'è poco da fare: i due, nel bene e nel male, pesano. Allegri ha appoggiato il suo Milan sulle spalle dello svedese; Mazzarri ha basato lo sviluppo delle azioni offensive sugli scatti di Cavani. Come si muovono A testimonianza del fatto che le due squadre si specchiano nei loro cannonieri c'è una considerazione: il Milan e il Napoli, in questo campionato, faticano contro le grandi e, guarda caso, i nostri eroi nelle supersfide hanno realizzato soltanto 3 gol a testa. Più o meno Ibra e Cavani sono stati in campo lo stesso numero di minuti: 1650 l'uruguaiano e 1643 lo svedese; 12 gol per il Matador e 15 per Ibra. Cifre pesanti. Analizzando il rendimento dell'attaccante milanista si nota come il suo modo di giocare sia sempre finalizzato alla manovra collettiva. Spieghiamo meglio: Ibra si muove in funzione dei compagni. Questa convinzione è sorretta dai dati: 10 assist, 21 cross, 40 spizzate di testa, 87 sponde e 74 verticalizzazioni. E pure in fase difensiva il peso di Ibra si fa sentire: 28 giochi aerei e 42 palloni recuperati. Nella zona calda lo svedese risponde sempre presente: 29 tiri nello specchio della porta (1,61 a partita in media), 25 tiri fuori. La percentuale di precisione è il 53 per cento, mentre quella realizzativa è il 51 per cento. Arco e freccia Cavani è più portato a finalizzare il lavoro della squadra, rispetto a Ibra. Guardiamo i dati della fase offensiva: 10 assist, 21 cross, 40 spizzate di testa, 87 sponde, 74 verticalizzazioni. Inoltre: 29 tiri nello specchio della porta (1,53 a partita) e 26 fuori. La precisione è del 52 per cento, mentre la capacità realizzativa è del 41 per cento. In sostanza la rapidità di Cavani è fondamentale per il Napoli per attaccare l'area avversaria, una freccia che i compagni sfruttano al momento opportuno. Ibra, invece, è l'arco stesso: è lui che decide quale freccia scagliare. Lo svedese riceve tanti passaggi, ma tanti (tantissimi per una punta come lui) ne fa. Cavani, invece, è soprattutto un terminale: aspetta e conclude, sono più i suggerimenti che gli arrivano di quelli che fornisce ai compagni. Impressiona il numero dei palloni toccati da Ibra: 1166 nei 1643 minuti giocati. Cavani è fermo a quota 669 nei 1650 minuti disputati. I compagni con i quali lo svedese dialoga più frequentemente sono Robinho, Aquilani e Nocerino. Cavani, invece, "parla" quasi esclusivamente con Hamsik e Lavezzi. Ciò, è logico, dipende dallo sviluppo delle azioni volute da Allegri e da Mazzarri: il primo chiede una manovra più avvolgente (e coinvolgente), il secondo si basa soprattutto sulle ripartenze e sulla velocità. La sfida di oggi a San Siro, tra Milan e Napoli, è in gran parte racchiusa nel duello del gol: nel bene o nel male, Ibra e Cavani saranno decisivi. Fonte: Gazzetta dello Sport
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