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GAZZETTA - In attesa del terzo, il primo scudetto non si scorda mai


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Pubblicato nella sezione Rassegna stampa
GAZZETTA - In attesa del terzo, il primo scudetto non si scorda mai

Venticinque anni fa, la musichetta era quella del "porompompero", altro che l'inno della Champions. Il 10 maggio del 1987 il Napoli di Diego Armando Maradona vinceva il primo scudetto della sua storia.


Venticinque anni fa, la musichetta era quella del "porompompero", altro che l'inno della Champions. In campo non c'erano i tre tenori, ma il miglior solista della storia. Il 10 maggio del 1987 il Napoli di Diego Armando Maradona vinceva il primo scudetto della sua storia. Alle 17.47 di quella domenica pomeriggio il San Paolo esplose in un boato che non si era mai sentito in precedenza. Un urlo liberatorio dopo 60 lunghi anni d'attesa. Gerarchie Oggi, venticinque anni dopo, tanti protagonisti di quella cavalcata tricolore si ritroveranno nel locale di Beppe Bruscolotti, che il suo ristorante ha deciso di chiamarlo proprio "10 maggio 1987". Come dicono da allora i tifosi, la storia ha voluto una data: "Fu una giornata memorabile, riuscimmo a regalare una gioia immensa a tutta la città - racconta l'ex capitano - " Vorrei tanto che il Napoli tornasse, prima o poi, a vincere uno scudetto". La squadra di Mazzarri sembrava poter ripercorrere le orme di quella allenata da Ottavio Bianchi: "Non sarà facile, ma questo Napoli ha fatto grandi cose nell'ultimo periodo sia in campo nazionale che internazionale. In comune mi sembra ci sia il desiderio di ribaltare le gerarchie del calcio italiano. Del resto, proprio come ai nostri tempi, le grandi del Nord sono ancora molto forti". Stasera Bruscolotti ospiterà Nino D'Angelo, autore del "Ragazzo della Curva B", la canzone dello scudetto, i compagni Bagni, Carannante, Caffarelli, Di Fusco e Muro, ma anche lo storico massaggiatore Carmando ed i dirigenti dell'epoca Iuliano, Celentano e Ferlaino. Quest'ultimo quasi si commuove ricordando quei momenti: "La squadra sentiva di potercela fare, spronata da un grande Maradona che infondeva sicurezza a tutti. Io, invece, avevo paura di non vincere perchè in passato avevamo dovuto ingoiare molti bocconi amari". Ferlaino fu il "carceriere " di Maradona, De Laurentiis potrebbe invece lasciar libero Lavezzi di andare altrove: "Dipende da Aurelio". Gol storico, Il gol che valse lo scudetto, fu opera di Andrea Carnevale: "Resta il più importante della mia carriera - dice l'attuale dirigente dell'Udinese - "Lo segnai con la maglia numero 7, quella che oggi indossa Cavani. Lui è il simbolo di questo Napoli che può tornare presto a vincere lo scudetto". Intanto, però, c'è la lotta al terzo posto che vede coinvolte proprio Napoli ed Udinese: "Non possiamo fare sconti", chiosa Carnevale. Venticinque anni fa fu l'uomo del tricolore. Adesso un piccolo sgarbo glielo si può perdonare.

Fonte: Gazzetta dello Sport


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