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Crosetti: "Mertens infila biscotti in tuta nera, sapete cosa ha fatto col carrello? Gli occhi brillavano..."

L'emozionante editoriale di Maurizio Crosetti racconta un Dries Mertens che non tutti conoscevano: l'uomo fuori dal campo che ha un cuore d'oro".


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

03/03/2018 11:57 - Rassegna stampa
Crosetti: Mertens infila biscotti in tuta nera, sapete cosa ha fatto col carrello? Gli occhi brillavano...
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Il giornalista Maurizio Crosetti ha espresso alcune considerazioni sul Dries Mertens nel suo editoriale per il quotidiano La Repubblica: "Il ragazzo con la tuta nera infila biscotti tra le maglie di una rete, e un cane prigioniero scodinzola. Lo stesso ragazzo spinge un carrello carico di medicine e giocattoli nel corridoio di un ospedale infantile, il Santobono di Napoli, poi prende in braccio bambini, firma magliette, posa per qualche foto ricordo, sorride. Prendersi cura è un momento lieve e gentile, non costa tanta fatica ma un po’ di vita sì.


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Il ragazzo è un campione, lo sanno tutti ormai quello che fa. Gol, ma anche carezze. Porta i cartoni con le pizze ai poveri in strada. Non voleva si sapesse, Dries Mertens, perché il bene si condivide solo su quel social che si chiama mondo, però la notizia è filtrata, è rimbalzata come una palla di gomma o come la famosa freccia che dall’arco scocca, così cantava De André. E allora Mertens ha deciso di condividere un video dove lo si vede al canile e all’ospedale, con una didascalia semplice e perfetta: spero di ispirarvi a fare lo stesso, non serve un grosso sforzo.


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Ed ecco che la notizia vola veloce di bocca in bocca, e le immagini di più: quelle non hanno bisogno di parole. Sei un grande, ragazzo, solo questo bisogna dire. Perché non è sempre vero che la beneficenza va fatta in segreto, non quando un personaggio famoso e amato può trascinare gli altri sul sentiero, la prima mano che stringe tutte le altre nella catena. Ci lamentiamo sempre della vita aliena dei calciatori, li immaginiamo abitare il vecchio luogo comune che li vorrebbe interessati solo ai soldi, alle Ferrari, ai Rolex, alle curve di uno stadio o di una bella donna. Poi, quando qualcuno ci sussurra con un semplice gesto umano che non è così, ci sentiamo spiazzati. Ma come? Un idolo degli stadi che si interessa alle vite degli altri, a quelli che soffrono? Sì, a volte succede e sempre di più. A Torino, il giovane Dybala ha passato più di una notte con i senzatetto sotto i portici e non è pubblicità, è sensibilità, è pura e semplice umanità.

Il gesto di un campione, una sua parola, valgono cento, mille. Sono come un tamburo nella foresta, come un faro nella baia sommersa dalla nebbia. Li vediamo da lontano, li vediamo di più. L’emulazione, il contagio. Non potremo mai segnare come Mertens, però potremo portare come lui un giocattolo o un libro a un bambino malato, a un anziano immobile in un letto. Non è retorica, ma qualcosa che può dare senso a un giorno, a un’ora piccola ma non perduta nel flusso. Fa bene guardare questo video, è bella la gioia affamata d’amore di quei cani. E come brillano gli occhi dei bimbi e dei genitori. Ma di più quelli del ragazzo con la tuta. Perché chi dà gioia, ha gioia".


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