Logo AreaNapoli.it

Corbo: "Si chiude la seconda fase del progetto, inizia una nuova storia con tre personaggi"


,
Pubblicato nella sezione Rassegna stampa
Corbo: Si chiude la seconda fase del progetto, inizia una nuova storia con tre personaggi

Ci vediamo tra un anno. Pare proprio di sì, perchè Lorenzo Insigne non sarà riscattato dal Napoli, ma resterà un altro anno a Pescara, in serie A.


Si è chiusa con la Coppa Italia la seconda fase del progetto Napoli. Sarà stata anche smodata la festa, ma segnava un punto di confine. Dalla Fallimentare alla prima Europa, quindi gli affari sino all'ultimo mercato 2009 e il solido carrozzone portato da Mazzarri al capolinea. Con le sberle alla Juve campione d'Italia è cominciata una storia nuova. Leggerla in anticipo è facile. Passa attraverso tre personaggi. L'erede di Lavezzi, la versatilità di Mazzarri, la credibilità di De Laurentiis per una riforma del calcio europeo. La serata degli addii è stataamara solo per Del Piero. Un premio la sua partita da titolare, sembrata poi un tranello. Come dire: "Vi dimostriamo perchè esce dai nostri programmi". Ha rivelato i limiti di oggi nel campione di ieri. Nessuno, neanche Del Piero, può sfidare il tempo. Più struggente il congedo di Lavezzi. Può determinare la vittoria. Quante sue serpentine hanno ispirato i 66 gol di Cavani? Ma alla svolta dei 27 anni, nella sua tempestosa maturità, quanto garantisce la sua conferma? La sua partenza è un affare per tre. Lui guadagna di più e si rigenera in un ambiente nuovo senza rischio di relazioni sbagliate, un club acquista anche il suo furore inespresso, il Napoli mette infine molti soldi in cassa. Saprà spenderli? È il primo passaggio da non sbagliare. Non sarà mai Pandev il suo erede. Magistrale quando piazza l'assist con colpi da biliardo, ma tradisce la fatica degli scatti. Entra nel finale quando le maglie avversarie sono larghe e i ritmi più bassi. Per il gioco di Mazzarri, occorre invece un secondo Lavezzi, non uno che giochi spalle alla porta ma qualcuno che schizzi come sa fare lui, irresistibile nelle ripartenze: con un colpo invisibile, un tacco uno scatto un soffio, sorpassa il primo avversario e spende il primo dribbling sul secondo. È lui che dà la profondità, che crea la superiorità numerica. I suoi contrattacchi fulminei sono stati la sostanza del gioco, brillante finchè assistito dagli esterni. Non ci sarà Lavezzi, non sono più gli stessi Maggio e Dossena che attaccavano in parallelo, lato e controlato. L'effetto Lavezzi e gli esterni creavano gli spazi a Hamsik e Cavani. Il tema tattico del Napoli 3 è questo: troverà un sosia di Lavezzi, con due esterni tonici o Mazzarri dovrà cambiare modulo? Ci sono indizi che fanno riflettere. Mazzarri, accorato e scamiciato come un allevatore in rivolta per le quote latte, si è imposto uno stile. Una composta eleganza. Abito scuro e pochette bianca. Ha meritato la serata d'onore con finezze tattiche a nessuno sfuggite. La novità di Campagnaro mediano aggiunto e i movimenti di Dzemaili tra queste. È il segnale di chi cambia per volare ancora più alto. Chissà se lo faranno i giovani che hanno sporcato l'inno di Mameli cantato da Arisa. Non è mai troppo presto per incontrare la maturità. Mazzarri si è assunto molte responsabilità. Ha telecomandato il mercato lasciando che altri ne giustificassero gli errori: il tetto ingaggi ha condizionato le scelte. Vero. Mazzarri indica non i migliori, ma quelli che conosce meglio. I suoi colleghi spiegano invece le necessità urgenti: è il bravo direttore sportivo poi a pescare l'asso, conciliando bilancio e formazione. Il Napoli ha qualcuno che prenda sì Inler, ma non a 17 milioni dopo 7 mesi di trattative e il rifiuto della Juve? Il presidente ha altre mire. L'Uefa prima o poi gli darà ragione. Champions e Europa League sono due circuiti inutili: il primo oscura il secondo. Arsenal, Tottenham, Bayer Leverkusen, Valencia, Atletico Madrid, Roma, la stessa Inter sostengono una sola Champions aperta ai primi sei club dei campionati più forti. Non è una utopia, se Platini vuole imporre il "fair play finanziario". Stadio vecchio e servizi disadorni. Il nuovo? È il sogno di mezza primavera di un sindaco: non conosce i debiti del calcio e le astuzie dell'amico De Laurentiis. La Provincia di Caserta ha già varato una legge urbanistica per offrirne uno. Ma chissà quando.

Fonte: Antonio Corbo per Repubblica


PUBBLICITÀ

Ultimissime notizie

ANNUNCI SPONSORIZZATI
Guarda suYouTube logo
Prossima partita del Napoli
NapoliNapoli
Nessun avversarioSconosciuto

In attesa di conoscere il prossimo avversario