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Caiazza: "Facciamo una statua a Pesoli"
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Rassegna Stampa |
News # 53789
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Ringraziamo Pesoli. Facciamogli una statua a Piazza del Plebiscito. Se il difensore del Siena non avesse segnato un gol nella sua porta il ritorno di semifinale di Coppa Italia al San Paolo sarebbe stato molto più difficile per il Napoli. Per amor del cielo, non si può andare allo stadio "Franchi" con la squadra titolare e perdere la partita 2-1 contro una formazione ricca di riserve. Va fatto che la difesa è andata nuovamente a farfalle. Come ai vecchi tempi. A Milano lo stesso reparto arretrato era stato perfetto contro Ibrahimovic e compagni, ieri sera ha fatto dei danni incredibili. Il solito Campagnaro ha regalato un pallone a Reginaldo in occasione del gol del vantaggio e ha servito di testa la palla a Rossi che ha trovato tutto solo D'Agostino davanti a De Sanctis. Va detto che prima del raddoppio l'argentino era stato bravo a deviare un tiro a botta sicura di Mannini. Mazzarri a fine gara ha affermato che per il gioco espresso e per le palle gol bene, si dirà che nel finale c'è stato un assalto costante e sono stati colpiti due pali. E ci mancava. Con quattro attaccanti in campo e tutti in avanti ci voleva pure che non si mettesse in difficoltà un avversario da rispettare ma non così trascendentale. Il campano Sannino aveva lasciato fuori Calaiò e Destro pensando alla sfida di lunedì con la Roma, ma mancavano altri titolari tra squalificati e infortunati. Nonostante ciò, per settanta minuti ha tenuto Mazzarri sotto scacco e si è arreso in parte, come detto, solo per un'autorete. Sarà stata l'aria senese, sarà stato il freddo glaciale, sta di create, il Napoli avrebbe meritato il pareggio se non addirittura la vittoria. E ci può pure stare. A patto che si giochi novanta minuti e non solo negli ultimi dieci. Se la sveglia suona troppo tardi rimontare diventa difficile. Non si può pretendere di far bene addormentandosi per un tempo. Se si continua a regalare una parte della partita agli avversari si rischia di restare sistematicamente al palo. Purtroppo è la solita solfa. Quando gli azzurri ricevono un paio di cazzotti, reagiscono a spron battuto cercando di evitare il peggio. Fonte: Il Roma
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