Quello che proprio non ti aspetti. Il Napoli fan club numero 301 ha sede al Consolato inglese, in via dei Mille 41, palazzo Leonetti, ed è stato fondato, senza particolari formalismi per non dare nell'occhio, dal console stesso, Michael Burgoyne e dal suo vice, Andrew Code, entrambi tifosissimi del Napoli. I due diplomatici, però, non sono in alcun modo colpevoli di lesa maestà calcistica, anzi: c'è molto english style in questa storia che ridimensiona la violenza del tifo e ricorda a tutti che il calcio è un gioco, non una guerra. Il console spiega: "A Londra ci sono solo nato e la prima metà della vita l'ho trascorsa a Trulo, un paesino della Cornovaglia, dove il calcio non è mai sbarcato. Mister Code, invece, è di Liverpool e i tifosi dei Reds, si sa, in alcun modo possono nutrire simpatie per un altro club. Quando gli azzurri hanno buttato fuori il City, per esempio, io e Andrew abbiamo molto gioito. Avere simpatia per il Napoli è stato naturale e aggiungo che nel mio caso è stata una scelta di cuore perché l'altra metà della mia vita l'ho trascorsa qui, prima come docente di inglese all'Orientale, e poi, dopo una profonda virata professionale, come console". Elementare Watson, vorremmo dire, ma ce neasteniamo. Mister Burgoyne è un personaggio simpatico e sanguigno che dopo trent'anni di Napoli e di Salerno ("dal 2004 mi sono trasferito perché amo il mare e sto più vicino al Cilento") di inglese ha conservato solo l'accento che si incolla su ogni parola anche se la pronuncia italiana, ormai, è quasisi perfetta. Sessantadue anni, una moglie e una figlia napoletana che lavora a Udine dopo essersi laureata in finno-ugrico che è una sintesi tra cultura finlandese e ungherese. Il dna britannico cacciato dalla porta rientra, però, nella finestra sospinto dall'amore per il rugby, sport che ha praticato come ala veloce e possente nellasquadra del suo college: "Sabato, però, tiferò per l'Inghilterra che si scontra con l'Italia per il Sei Nazioni". Ed ora concentriamoci sul doppio confronto Napoli-Chelsea. "Non meravigliatevi, ho vissuto con il cuore in solluchero l'apoteosi degli anni di Maradona, Careca e Giordano". Sorry, stavamo per dire, ma veniamo preceduti da un collaboratore che aggiunge un altro pizzico di stupore: "Il console – rivela il responsabile delle relazioni esterne del Consolato Gerardo Kalser – ha conservato per anni la lattina di birra Splugen che aveva acquistato nel giorno del primo scudetto azzurro". E poi perché l'ha buttata? "Non l'ha buttata, l'ha regalata a un amico napoletano più tifoso di lui". L'analisi tecnica è ancora più sorprendentemente esatta: "Il Chelsea, in casa, si è lasciato rimontare tre gol dallo United e il Napoli, a San Siro, non ha saputo sfruttare la superiorità dopo l'espulsione di Ibrahimovic". Si scontrano, quindi, due squadre in crisi? "Appannate direi, ma il Napoli si lascia preferire perché può mettere in campo la potenza di fuoco dei suoi tenori e, inoltre, gioca a memoria mentre il Chelsea non ha ancora assimilato gli schemi di Villas Boas. Per questo dico Napoli e faccio gli scongiuri". Anche questo? "Sì, anche questo".