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Ronaldo e le parole sul figlio "calciatore". Lo psicologo: "Affermazioni rischiose"

Il dottor Vito Cirillo, psicologo e psicoterapeuta, ha commentato le dichiarazioni di Cristiano Ronaldo sul figlio tra calcio ed educazione alimentare.


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

28/12/2020 19:03 - Interviste
Ronaldo e le parole sul figlio calciatore. Lo psicologo: Affermazioni rischiose
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Nel corso della cerimonia in cui ha ricevuto il premio di Calciatore del Secolo, Cristiano Ronaldo ha parlato anche del figlio primogenito, Cristiano JR (che gioca a calcio): "Non credo che attualmente abbia quello che serve per arrivare al top. A volte sono duro con lui perché beve Coca Cola e Fanta. Mi arrabbio e ci litigo quando mangia patatine fritte e cose simili, lui sa che non mi piace che lo faccia. Anche i miei bambini più piccoli quando mangiano cioccolata mi guardano preoccupati". Ed inoltre: "Onestamente ha del potenziale, è un ragazzo robusto, veloce, dribbla bene, ma ancora non è nulla. Glielo dico ogni volta perché ci vuole tanta dedizione, lavoro duro. A volte quando è a casa gli consiglio di fare il tapis roulant, di correre e poi di fare un bagno con l'acqua fredda per recuperare. E lui si lamenta , non vuole, dice l'acqua è troppo fredda. Io lo capisco. Ha soltanto dieci anni, ma dipende tutto da lui". Infine ha concluso: "Io non gli metterò nessuna pressione, non farò nulla perché lui diventi calciatore. Chiaro, si mi piacerebbe che lo diventasse, sarà lui a decidere se vorrà fare il dottore o altro. ma voglio che pensi che deve essere il migliore in qualsiasi cosa sceglierà di fare".

Ronaldo dice di non voler mettere pressione al figlio, ma in realtà la "pressione" è evidente in base al linguaggio usato. Ai nostri microfoni è intervenuto il dottor Vito Cirillo, psicologo e psicoterapeuta, che ha commentato le dichiarazioni del calciatore della Juventus. Queste le sue parole: "La genitorialità è un viaggio nel quale si tengono per mano i figli e non c’è nessun tentativo di impostare direzioni prestabilite. La mappa non è il territorio e l’esperienza della scoperta è continua. Non c’è spazio per un’idea prefabbricata di cosa dovranno essere i figli. Non esiste un “top da raggiungere” e non è obbligatorio “essere il migliore”, ecco sì, questi sono messaggi piuttosto importanti per i processi di costruzione dell’autostima e dell’autoefficacia. L’educazione alimentare è importantissima, ma generalmente è alquanto rischioso imporre ai figli regole troppo rigide importandole da altri mondi senza gli opportuni riadattamenti. Quando si parla in pubblico dei propri figli, sia in contesti internazionali che nel salotto di casa alla presenza di pochi amici, bisogna stare molto molto attenti...".


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