Non tragga in inganno l'assalto finale del Napoli, con la sfortuna che ha negato agli azzurri di fare risultato. La squadra di Mazzarri è infatti riuscita nell'impresa di perdere la prima semifinale di Coppa Italia contro un Siena imbottito di riserve: non c'erano neppure Calaiò e Destro in attacco, e in porta ha giocato il semi debuttante Farelli. 2-1 per i toscani, che hanno puntato, come fanno tutte le provinciali quando incrociano il Napoli, su una tattica "a specchio": una difesa a tre, come quella azzurra, e fasce presidiate a dovere. Era stato il Napoli a provare per primo tre volte la via del gol, con Cavani, Gargano ed Inler, ma è stato invece Reginaldo, al 41° a sbloccare la partita, grazie ad un gentile omaggio di Campagnaro, che si lascia sfuggire l'avversario. Nella ripresa prima l'ingresso di Lavezzi al posto di Zuniga, con svolta tattica. Poi, dopo il gol al 65° di D'Agostino, il Napoli si è letteralmente rovesciato nell'area avversaria. Almeno cinque le occasioni gol, oltre all'autorete di Pesoli (86°). Serata no per gli azzurri, come conferma la traversa di Campagnaro al 94°.