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Pantaleo: "Natale in Casa Cupiello, vi racconto il mio Tommasino. Napoli? Gattuso è una fortuna"

Adriano Pantaleo, attore napoletano, ai microfoni di Radio Amore ha parlato dell'ultimo lavoro a cui ha partecipato e del Napoli di Gattuso.


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

29/12/2020 21:03 - Interviste
Pantaleo: Natale in Casa Cupiello, vi racconto il mio Tommasino. Napoli? Gattuso è una fortuna

Adriano Pantaleo, attore napoletano che ha di recente interpretato il ruolo di Tommasino in "Natale in Casa Cupiello" accanto a Sergio Castellitto, è intervenuto ai microfoni de "I Tirapietre", programma condotto da Luca Cirillo e Donato Martucci, con la partecipazione di Francesco Capodanno, sulle frequenze di Radio Amore Campania. Ecco quanto evidenziato: "Il personaggio di Spillo in "Amico mio" e "Io Speriamo che me la cavo"? Ero un bambino talentuoso, espressivo. Oggi sono riuscito ad affrontare questo personaggio di Tommasino, totem del teatro e del cinema napoletano, con un approccio diverso che mi sono costruito negli anni, alimentando il talento che avevo da piccolo con studio e ricerca. Spero che a tutti i napoletani sia piaciuta l'interpretazione, sono cresciuto a pane ed Eduardo, e l'ho fatto con tanto amore. Quanto c'era di Luca De Filippo nell'interpretazione? Per un attore napoletano il bagaglio culturale che abbiamo è qualcosa di imprescindibile, ho interpretato questo personaggio tenendo conto dei miei predecessori. Non mi sono riguardato quelle precedenti, sono nel mio sangue da sempre, fanno parte del mio Dna. Ho provato a metterci del mio aggiungendoci quello che già avevo dentro. C'era qualcosa di Pietro De Vico, Luca De Filippo, ma ho provato a leggere questo ragazzo dalla grande sensibilità mettendoci del mio guidato da Sergio Castellitto e De Angelis, il regista".


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Poi ha aggiunto: "Fuori-onda parlando di Eduardo? E' inevitabile che l'ombra del gigante ci ha accompagnato nel bene e nel male durante tutta la lavorazione dell'opera. Una delle volontà principali era quella di staccarsi il più possibile dallo spettacolo che conosciamo benissimo, solo perché la sua lettura era diversa dalla tradizionale. Ovvio che i napoletani siamo legatissimi alla versione classica di questa Commedia, ma non dobbiamo ingabbiare per il troppo amore questo drammaturgo straordinario. Trattarlo come un classico, significa liberarlo dalle sue stesse interpretazioni. Shakespeare è recitato come Eduardo in tantissime lingue, questo dimostra l'universalità del grande De Filippo. Il Napoli? Certo che tifo per gli azzurri. Non mi sta piacendo quello che stiamo vedendo, ma sono un romantico e dico: avere Gattuso come allenatore è una fortuna e di questi tempi va tutelato un uomo vero come lui. Teniamocelo stretto, anche perché tutto sommato i risultati non sono così distanti da quelli prefissati. Non dimentichiamo che c'è anche una Supercoppa Italiana da vincere. Io Speriamo che me la cavo? E' stato per me un qualcosa che va al di là di un film, un evento che mi ha segnato la vita. Se oggi sono l'uomo che sono, lo devo solo a quel film. L'anno prossimo ci sarà il trentennale, abbiamo messo su un documentario: "Noi ce la siamo cavata", mettiamo insieme tutti i bambini di quella classe per vedere cosa sono diventati. La battuta cult con Paolo Villaggio? "Dicitece zompapereta...".


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