"Ho rischiato la vita". Parla il manager napoletano aggredito: "Erano incappucciati e armati di..."

Dopo la sconfitta a tavolino col Mestre di domenica scorsa determinata dal contenzioso con il Comune, che ha portato allo sfratto dallo stadio Braglia, i tifosi (si fa per dire) del Modena hanno deciso di agire
Dopo la sconfitta a tavolino col Mestre di domenica scorsa determinata dal contenzioso con il Comune, che ha portato allo sfratto dallo stadio Braglia, i tifosi (si fa per dire) del Modena hanno deciso di agire e nella serata di ieri una quarantina di ultrà gialloblù ha cercato di fare irruzione nella sede sociale dove c'erano il manager napoletano, ovvero il patron Antonio Caliendo, il direttore generale Claudio Anellucci ed un collaboratore: i tre si sono barricati dentro spaventati dai tifosi che si sono presentati incappucciati, accompagnati da pitbull e muniti di mazze e bombe carta. Caliendo è riuscito ad arginarli facendo ricorso ad un armadio e poi è riuscito a scappare fuori città: «Ieri sera ho rischiato la vita, sono arrivate 30-40 persone incappucciate e hanno fatto un assalto con spranghe e lacrimogeni come se fosse in atto una guerriglia. E' inaccettabile, voglio sapere chi li ha avvisati. La cessione del club? Negli ultimi otto mesi, ho avuto diversi incontri con Salerno e, alla presenza di testimoni, posso dire che ha sempre trovato qualsiasi scusa pur di non firmare, ma poi dice puntualmente che sono io a non volerlo fare».






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