Galasso, l'infiltrato: "Vi racconto come sono entrato in campo"

Gaspare Galasso, infiltrato allo stadio Olimpico, racconta la sua avventura.
Gaspare Galasso, il 'Re delle Imbucate', frequenta gli stadi d'Italia fingendosi un giocatore della Primavera riescendo ad avere accesso a zone solitamente blindate per i comuni mortali. Dagli spogliatoi alle salette vip non c'è zona che per lui sia inaccessibile. Ed è così non solo negli stadi di tutta Italia, ma anche in party esclusivi del mondo dello spettacolo. "Nessuno mi chiede il tesserino, si sentirebbero in imbarazzo per non avere riconosciuto quelli che per loro è un giocatore".
"In passato è bastato comprare l'abbigliamento da passeggio del Palermo, Juventus e Roma - aggiunge Gaspare Galasso - e quello è stato il lasciapassare. Tutto è cominciato per gioco, ci ho provato anche domenica e sono arrivato sino alla finale di coppa Italia".
L'anno scorso dopo il fischio finale di Inter-Palermo, tra gli sguardi incuriositi dei giocatori veri, aveva anche pensato di partecipare alla premiazione e ritirare le medaglie per il secondo posto dei rosanero. Poi ha preferito non esagerare. Era già un sogno essere lì. "Anche a Roma la mia tattica è stata la stessa - fa notare in esclusiva a CalcioNapoli24.it Galasso - mi sono finto un calciatore della Primavera del Napoli e mi hanno lasciato passare senza biglietto. Dal giorno successivo alla finale del Palermo dello scorso anno subito avevo pensato di volerlo rifare. Speravo, però, che non arrivassero a scontrarsi Juve, Inter o Milan altrimenti sarebbe stato tutto ancora più difficile dato che si conoscono tutti della rosa. Per fortuna è arrivato il Napoli e ne ho approfittato. Per me la soddisfazione è stata doppia, una rivincita vera e propria dato che avevo 'espugnato' lo Juventus stadium, beffando il servizio di sicurezza e il club bianconero mi aveva denunciato".
Gaspare ci svela anche come ha avuto accesso al terreno di gioco: "Sono entrato dagli spogliatoi. Ho fatto credere alla sorveglianza che avevo consegnato un biglietto ad un parente ed ho chiesto ed ottenuto di rientrare". In campo si è concesso il lusso anche di posare addirrittura per la foto celebrativa affianco a Cavani. Ma non finisce qui. A termine del match ha rincuorato anche i bianconeri: "Matri ha fatto i complimenti prima a De Sanctis e poi mi ha dato una pacca sulla spalla dicendo "Bravi ce l'avete fatta". Ho cercato di rincuorarlo. Dopo ho voluto stringere la mano a Del Piero facendogli un sincero in bocca al lupo per il suo futuro". La chiosa finale il 'Genio dei travestimenti' la dedica a Quagliarella e Lavezzi: "L'ex giocatore del Napoli aveva insultato Aronica in campo e questa cosa mi ha indispettito dato che Totò è della mia stessa città (Palermo,ndr). Mentre col Pocho ho voluto condividere l'emozione di andare a festeggiare sotto la curva dei sostenitori partenopei".
Fonte: CalcioNapoli24.it






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