Forgione: "Ricordate il giornalista della famosa "puzza dei napoletani?" Vi do una notizia..."

Il noto giornalista e scrittore napoletano ha rivelato un interessante retroscena dopo quanto accaduto nel 2012. Un episodio che tutti sicuramente ricorderanno.
Angelo Forgione, giornalista, storico e scrittore, autore dei fortunati libri "Made in Naples", "Napoli capitale morale" e "Dov'è la vittoria, le due Italie nel pallone", ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva ai nostri microfoni. Ecco un passaggio molto interessante su quanto sta accadendo in questi giorni in vista di Juventus-Napoli, supersfida scudetto.
Negli ultimi giorni ci sono state interviste per stemperare i toni tra i tifosi napoletani e quelli juventini. Iniziativa lodevole. Eppure la gestione di certe domande, in alcuni casi, ovvero quando la direzione era da nord a sud, è stata a mio parere all’insegna del “superiore” che bacchetta l’”inferiore”. E l’”inferiore” ci è cascato e ha risposto da "tale". Questo vizio antico di mostrare un improponibile tono cattedratico, alcuni giornali della Francia meridionale, fanno fatica a perderlo…
"È bene stemperare i toni, e su questo non ci piove. Ma chi educa chi? Chiariamo un punto: i cori di discriminazione territoriale che esprimono odio e che lo hanno alimentato nel tempo non sono nati a Napoli. Piuttosto, sono stati rivolti ai napoletani. Voglio ricordare che nel 2012 addirittura il telegiornale regionale del Piemonte ha dovuto chiedere scusa a Napoli e agli italiani per l'inqualificabile servizio confezionato da Giampiero Amandola, il giornalista della famosa puzza dei napoletani che la Rai finse di licenziare per salvare la faccia salvo farlo rientrare presto al suo posto, e vi ho dato una notizia. Quindi, correttezza reciproca e toni bassi da ambo le parti, sempre, perché è nient'altro che calcio e va vissuto con passione cristallina e mai con esasperazione triviale. Ma ci risparmi le lezioni di sportività chi per anni non ha speso una parola per bacchettare la propria gente. E non mi riferisco ai soli quotidiani sportivi di parte ma anche agli opinionisti ritenuti d'intelletto. Vi sembra normale che i napoletani, storicamente bersagliati, debbano essere bacchettati da Giampiero Mughini quando dicono che non si sentono italiani e non tifano per le italiane in Europa, cioè da quella stessa persona che dice di non sentirsi siciliano e di ritenersi sfortunato a non essere nato a Parigi?






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