De Laurentiis e la "minaccia" prima di acquistare il Napoli: "Mi arrabbio e pianto lì"
Il patron del Napoli prima di acquistare il club mise in evidenza le sue ambizioni: "Voglio dimostrare che c'è tanto da fare".

Aurelio De Laurentiis prima dell'acquisto del Napoli rivelò alla stampa le sue intenzioni o meglio le sue ambizioni dopo la scomparsa della vecchia SSC Napoli: “Ero a Capri, otto giorni fa ho deciso di presentare la mia offerta. Voglio entrare nel calcio, che non mi conosce. Il mio stile è fatto di serietà e passione, lavoro 20 ore al giorno. Faccio tutto con amore, sennò mi arrabbio e pianto lì. Non entro nel calcio a dispetto dei santi. Se i giudici della Fallimentare mi dicono che il Napoli è mio, eccomi. Ho presentato tutte le garanzie. Altrimenti, ringrazio e ciao a tutti. Voglio ripetere l’avventura di Diego Della Valle a Firenze. Dalla C1 alla B, alla A. Un fantastico volo. Porterei nel calcio amore, danaro, serietà, voglia di lavorare. Punto sul Sud. È l’Eldorado d’Italia. Voglio dimostrare che c’è tanto da fare. Il Veneto era la regione più povera d’Italia il secolo scorso, poco manca che sia la più ricca d’Europa. Il Sud deve individuare i suoi Benetton".
Inoltre, De Laurentiis, aggiunse: "Ne parlo sempre con Montezemolo a Capri, lui mi capisce. Bisogna crederci. Sono di origini campane. Ho fatto una ricerca fino al 1713. Antenati a Torella dei Lombardi, provincia di Avellino, il paese di Sergio Leone. Ho trovato avvocati, notai, anche un vescovo che avrebbe fondato la chiesa di Santo Stefano a Capri. Ho i contatti giusti e sono pronto se i giudici mi diranno di sì. Ho già scelto manager e allenatore. Voglio portare il Napoli lontano. Ho un grande progetto, il gioco è alto, ho calcolato tutto. Investo soldi e grande passione. Torno a Capri e aspetto”. Parole molto importanti, ma soprattutto promesse mantenute quelle del patron azzurro a distanza di anni.








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