Logo AreaNapoli.it

Borriello: "Mi chiamano playboy, ma vengo da Gomorra. Mio padre ucciso dai boss"

E' un Marco Borriello che si confessa a 360 gradi quello che ha parlato al quotidiano Libero, il neo attaccante del Cagliari si è raccontato in una lunga ed interessante intervista.


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

05/09/2016 15:07 - Interviste
Borriello: Mi chiamano playboy, ma vengo da Gomorra. Mio padre ucciso dai boss

E' un Marco Borriello che si confessa a 360 gradi quello che ha parlato al quotidiano Libero, il neo attaccante del Cagliari si è raccontato in una lunga ed interessante intervista. Ecco alcuni stralci:


PUBBLICITÀ

Cominciamo dalla nascita? "Inizio a toccare palla a tre anni: passione innata". Cosa ricordi di quel tempo? "Non mi separavo mai dal pallone (ride, ndr). Mia madre racconta che ci dormivo anche nel letto". Addirittura. "Ero piccolo, incosciente, felice. Vivevo per tirar calci". La Napoli più popolare. "Cresco a San Giovanni a Teduccio, finchè non accade la tragedia". Il lutto che ti segna la vita. "Mio padre viene ucciso dalla camorra, avevo 11 anni. Vengo su coi miei due fratelli. E mia madre che faceva tutto, anche da papà". Cosa ti resta di lui? "Per me c'era ogni volta. Ho questa immagine di lui: riusciva a mettere le cose a posto. Sempre". Il calcio ti porta via da Napoli, a 14 anni. "Mia madre credeva che nel mio quartiere non potessi essere tranquillo". Dove vai? "In un posto da romanzo,che oggi non esiste più: una cantèra. Un collegio di giovani calciatori, tutti napoletani, in Emilia Romagna. A Lugo. L'animava Foschini, un personaggio incredibile". Come funzionava? "Uno di noi aveva la responsabilità: assegnava i servizi, a turno ti toccava rifare i letti o lavare i piatti". Dura? "No. Il ricordo di quella comunità è stupendo per me". Come giocavi? "Esterno sinistro. La mia fisicità è venuta fuori a 18 anni: prima ero un ragazzetto senza barba nè peli. Sveglia presto la mattina, e io condivo l'insalata. Poi mi vede Baresi e mi porta tra gli allievi nazionali del Milan a Lambrate, al Sacro Cuore". E tua madre? "Il primo anno soffrivo senza lei. Ma era quello che avevo sempre voluto. Saliva a trovarmi ogni due mesi, con la pastiera appena fatta: e mi veniva da piangere per la gioia". Cosa ti accade in questi anni? "Vivo solo. Imparo a conoscere i miei mezzi. Divento sicuro di me". Sei già professionista e inizi a girare l'Italia. "Parto da Treviso. Poi Carlo Osellame -il mio primo grande allenatore – mi trasforma in centravanti". Poi in C2 alla Triestina. "Di nuovo Treviso. E poi Milan, a 20 anni. Nella grande squadra dei record sono una delle cinque punte. Esordisco in A e in Champions". Pare un sogno. "Lo era". Poi di nuovo in giro, a fare esperienza. "Reggina,Sampdoria,ancora Treviso: conosco tutta l'Italia, una cosa per cui amo il calcio". Al Genoa di Preziosi esplodi. "Arrivo a 19 gol ad aprile. Perdo la classifica cannonieri con Trezeguet e Del Piero, perchè per sette giornate resto a secco". Non ami che ti chiedano di Belèn: ma ti metti con lei in quel periodo. "L'avevo conosciuta in Sardegna. Ancora non parlava italiano. Era un sogno". È diventata famosa perchè era la tua ragazza. "No. È diventata famosa per il suo carisma, la sua bellezza, la sua incontenibile simpatia. Eravamo la coppia perfetta". Torni al Milan, sei al top come professionista, un personaggio di successo. "Ma è un anno di difficoltà. Mi rompo il menisco.E poi accade una cosa folle, che ti dice cosa può essere l'Italia. Belen è all'Isola dei famosi. E io ho dei problemi al muscolo. Tu dirai: che c'entra?". Ovvio. "Un dolore terribile al flessore destro. Mi curano con i fattori di crescita, ma non passa. Ecografie e risonanze non vedono nulla". E poi? "Mi chiamano e mi dicono: "Belen è all'isola, tu stai soffrendo psicologicamente, temi di perderla, non ne sei consapevole, e così avverti il dolore". Una follia. "Puoi dirlo. Ma la favola aveva un potere suggestivo per tutti. La tv può produrre questi effetti". Come accadeva? "Tutti nello staff si convincevano che fosse vero: "Stai soffrendo per Rubicondi e Belen. A me di Rubicondi non importava un tubo. Avevo un male cane e basta". Non lo hai mai raccontato. "Ti spiego perchè, tra poco.Continuo a giocare, ad allenarmi. Un dolore terribile, ogni volta; poi un giorno, lo schianto finale. Mi si strappano e si...annodano due muscoli della coscia. Avevo un grumo di sangue. Non avevano visto nulla". Primi responsi? "Un sussurro nero che ti insegue dopo i consulti: "Carriera finita". Ma potevo arrendermi, con la storia che avevo?". Chi ti salva? "Un uomo a cui devo tutto. Enrico Castellacci, medico della Nazionale.Ortopedico geniale.Mi riattacca i muscoli, ma mancano centimetri che cambiano la vita di un atleta. Tornare in campo è un sogno". Lo tieni segreto. "Se si fosse saputo, sarei diventato subito un ex. Fermo 10 mesi. Ripartire da zero. Il muscolo non è più come prima: ho dolori, addirittura problemi posturali". Poi il punto di svolta della tua carriera: un enigma giallorosso. "Mi prende la Roma: 5 anni contratto, 4 milioni di euro l'anno". Un riconoscimento senza precedenti. "Era la stagione dei top player. Potevo andare al Real. O al Manchester United. Scelgo l'Italia, un grande club".


PUBBLICITÀ

Poi continua... Nato al sud, cresciuto al nord, di dove sei? "Di Napoli, al 100%. Quando mi arrabbio, negli spogliatoi, esce fuori il dialetto napoletano". Dove vivrai quando smetti? "Ho una casa a Ibiza. Andrò lì". Sei ancora un top player? "No. Sono affidabile". Vuoi avere un figlio? "Se trovassi una mamma lo avrei già: oggi vivo al 100% per il lavoro. Per vincere ancora. Ho tempo". E il Borriello vip? "Esiste, ma non sono io. Ho cavalcato quest'onda. Ma io sono un altro, quello che suda dietro alla palla in allenamento, quando non lo vede nessuno, a social spenti".


PUBBLICITÀ

Condividi questo contenuto
Guarda suGuarda su YouTube
ANNUNCI SPONSORIZZATI
Ultimissime notizie
Logo Inter Inter67
Logo Milan Milan57
Logo Napoli Napoli53
Logo Roma Roma51
Logo Como Como48
Logo Juventus Juventus47
Logo Atalanta Atalanta45
Logo Bologna Bologna39
Logo Sassuolo Sassuolo38
Logo Udinese Udinese35
Logo Lazio Lazio34
Logo Parma Parma33
Logo Cagliari Cagliari30
Logo Torino Torino30
Logo Genoa Genoa27
Logo Fiorentina Fiorentina24
Logo Cremonese Cremonese24
Logo Lecce Lecce24
Logo Pisa Pisa15
Logo Verona Verona15
Prossima partita del Napoli
NapoliNapoli
TorinoTorino
Napoli-Torino, i precedenti
Serie A, venerdì 6 marzo alle 20:45
PUBBLICITÀ
Notizie più lette