Onore a te Napoli e grazie comunque, con tutto il cuore!

Il sogno è finito, l' impresa non è riuscita, tutto è sfumato sul più bello. Quell' urlo di gioia si è strozzato in gola, per diventare un boccone amaro da mandare giù. In ogni caso, grazie Napoli!
Il sogno è finito, l' impresa non è riuscita, tutto è sfumato sul più bello. Quell' urlo di gioia si è strozzato in gola, per diventare un boccone amaro da mandare giù. Il Chelsea di Di Matteo, affidato ai suoi senatori Drogba, Lampard e Terry, ha infranto le speranze del Napoli, di proseguire il cammino in Champions League, fermato agli ottavi di finale da uno scottante 4-1 nei tempi supplementari, sul campo di Stamford Bridge. Una serata che difficilmente verrà dimenticata dal popolo azzurro e che rimanderà sempre alla mente le sue immagini. L'immagine di un Napoli sciupone, sicuramente non il migliore della stagione, privo dei guizzi geniali di un Lavezzi eclissato, incapace di spingere i compagni come suo solito. Le immagini del Chelsea che fa tesoro delle lacune del reparto difensivo azzurro sui calci piazzati. L'immagine di Drogba, prima realizzatore di uno splendido quanto velenoso goal, dopo protagonista ironicamente di una sceneggiata napoletana, fingendo un inesistente colpo sul volto da parte di Aronica. L'immagine del goal di Inler, la più grande illusione per i cuori napoletani, che hanno rivisto nel gran colpo dello svizzero le stesse immagini di Villareal. Su tutte forse l'immagine di Maggio, migliore in campo fino al momento in cui è stato costretto ad uscire per infortunio, in una vistosa smorfia di amarezza e disperazione, stringendo fra i denti la sua maglia... Quasi una scena premonitrice, anticipo di quello che sarebbe stato l'esito della serata. E l'esito infatti ha visto i blues festeggiare sfiniti e i giocatori azzurri piegati sulle ginocchia, alcuni come Lavezzi in lacrime, inconsolabili, dopo aver tenuto tutti col fiato sospeso per 120 minuti. Forse il Napoli meritava un finale diverso, forse ha pagato la poca esperienza sui grandi palcoscenici europei. Restano dei dubbi. Ma le certezze sono anche di più. Di certo c'è che bisogna essere orgogliosi di questo Napoli, di questo gruppo che è riuscito a regalare indicibili emozioni ai suoi tifosi e ha coinvolto ed entusiasmato con la sua splendida favola anche chi non fa il tifo per lui. Bisogna essere grati al mister ed ai suoi ragazzi, perchè il Napoli è stato grande tra le più grandi, riuscendo a brillare in quello che era considerato il Girone della Morte. Ha esaltato il suo pubblico fenomenale, unica cornice, che ha regalato la cartolina del più bel San Paolo agli occhi di chi l'ha ammirato incredulo. I suoi tifosi l'hanno seguito ovunque in Europa, per soffiare sulle spalle dei propri eroi sempre, dal primo all'ultimo minuto, non facendoli sentire mai soli. E nemmeno ieri ovviamente, quando al termine della partita in 5000 si sono sciolti in un unico applauso, apparso quasi come l'unanime grido di un "Grazie". Lo stesso che gli hanno rivolto i tifosi, tutti da ogni parte del mondo. Adesso bisogna andare avanti, è vietato fermarsi. Bisogna fare tesoro di questa bellissima esperienza e concentrarsi sugli obiettivi ancora in ballo. La Champions League da disputare l'anno prossimo è proprio lì, a due punti te e devi tornare ad afferrarla, Napoli, se vuoi tornare nuovamente a vestirti da Regina quale sei. Non si può lasciare un pubblico così senza quel magico inno. E quell'inno ormai non sembrerà più lo stesso suonato negli altri stadi d'Europa senza quell'urlo finale.
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