Napoli in crisi, la ricetta di Mazzarri per curare la serie negativa di risultati

Nessuna rivoluzione: di modulo, di uomini, di intenti. Walter Mazzarri tira dritto per la sua strada.
NAPOLI - Nessuna rivoluzione: di modulo, di uomini, di intenti. Walter Mazzarri tira dritto per la sua strada. A giusta ragione, verrebbe da dire: i 18 risultati utili collezionati dal Napoli nelle 21 partite della sua gestione, non possono sparire in un clic, sotto la coltre nebulosa della delusione di due sconfitte consecutive.
Sconfitte per certi versi paradossali, considerando i fatti: due tiri e due gol a Bologna; vantaggio, rigore negato e Fiorentina in rimonta. Ma tant'è. E allora, Milano nel mirino. E una missione: recuperare Fabio Quagliarella. Al Meazza ci sarà lui. Il conforto - Una missione, dunque. O forse due: smaltire l'amarezza e la delusione di quindici giorni trascorsi a contare rammarichi e rimpianti. Mazzarri ha cominciato subito dopo la fine della partita di sabato con i viola: negli spogliatoi la tristezza era imperante, ma il tecnico toscano ha fatto i complimenti a tutti, precisando che la jella prima o poi finirà . «Non gira bene», ha poi sottolineato pubblicamente al cospetto dei media in conferenza stampa.
Un pensiero ripetuto a gran voce nell'intimità del ventre del San Paolo ai calciatori: su con il morale, nn bisogna cedere allo sconforto perchè sul piano del gioco la squadra non ha demeritato. Bravi ragazzi, insomma. Sono con voi. Compattiamoci: non siamo in crisi, restiamo uniti. La compattezza - Non sarà un'impresa, perchè anche lo spogliatoio è con lui: il gruppo è con l'allenatore, c'è poco da aggiungere. E il lavoro riprenderà normalmente domani, al centro sportivo di Castelvolturno. Il teatro della riscossa. Il teatro della ricostruzione morale, più che tecnica: domenica a San Siro, con il Milan, il Napoli sarà quello di sempre. Quello che fino a Bologna è piaciuto da matti. Che anche dopo la Fiorentina ha collezionato complimenti. Quello che vuole tornare a marciare come ha fatto fino a due settimane fa: divertendosi a divertire. Il vero problema è il gol: molto più incisivo di qualunque altra valutazione (campagna acquisti-cessioni di gennaio su tutte). Decisivo, perchè il calcio è questo e non lo scopre nessuno: è come se il meccanismo si fosse inceppato e bisogna sbloccarlo.
Fonte: Il Mattino






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