Le mani dei clan sul calcio-scommesse, pioggia di puntate su Napoli-Chievo
Quel giorno l'aria primaverile giocò un tiro mancino ai portieri delle due squadre. Alla fine vinse il Napoli per due a uno, ma risultarono decisivi gli errori degli ultimi difensori dei due team in campo.

NAPOLI (29 luglio) - Quel giorno l'aria primaverile giocò un tiro mancino ai portieri delle due squadre. Alla fine vinse il Napoli per due a uno, ma risultarono decisivi gli errori degli ultimi difensori dei due team in campo. Era il due maggio e il club azzurro mise a segno un passo importante per la conquista della Europa League. Quel giorno - prima, durante e dopo l'incontro - ci furono commenti a voce alta e incroci di telefonate che devono aver insospettito gli inquirenti napoletani, che non hanno perso tempo: e hanno segnalato quella partita del Napoli nell'informativa trasmessa qualche giorno fa alla Procura federale.
Inchiesta calcio scommesse, eccolo l'incontro sospetto di serie A su cui l'ufficio indagini è chiamato ora ad accendere i propri riflettori: stadio Bentegodi, due maggio, Chievo-Napoli, 1-2. àˆ l'unica partita indicata nell'informativa, l'unico match riportato agli atti di un'indagine in cui vale la pena ribadire un concetto: Chievo e Napoli non sono società incriminate, nè vanno considerate sotto inchiesta.
Da Napoli a Roma, si cerca di verificare il contenuto di alcune battute intercettate dagli investigatori, ma anche di ricostruire il flusso anomalo di scommesse registrate a ridosso dell'incontro in casa del Chievo. Inchiesta complessa, quella che si sta giocando sull'asse Roma-Napoli, che ha un preciso atto d'inizio. C'è un retroscena abbastanza noto tra le forze di polizia giudiziaria attive a Napoli e riguarda l'atto d'inizio dell'inchiesta sulle presunte scommesse illegali nel campionato di calcio scorso. Ad attirare l'attenzione di polizia e carabinieri, è stato un volume di scommesse anomale. Puntate formalmente legali al bet shop o al computer di casa, tutte riconducibili ai quartieri Scampia e Secondigliano, vale a dire gli ambienti dominati dagli scissionisti degli Amato-Pagano. C'è una data d'inizio, dunque: siamo tra la fine di marzo e l'inizio di aprile, quando il tam-tam telefonico insospettisce gli investigatori. Poi si accende la lampadina: è sabato dieci aprile, quando il Napoli (allora lanciatissimo per la Champions) incontra in casa il Parma. San Paolo gremito, aria di festa, gli azzurri subito in vantaggio. Fine primo tempo. Da questo momento in poi parlano i flussi di scommesse: in tanti a puntare per la sconfitta del Napoli, in tanti a giocare un «due» bloccato al novantesimo. Una partita - quella tra Napoli e Parma - che non viene neppure menzionata negli atti approdati sulla scrivania dell'ufficio indagini capitolino, che bastò da sola però ad attirare i riflettori su orizzonti poco chiari. E la cronaca del secondo tempo sembra fatta apposta a rafforzare dubbi e sospetti.
Finale burrascoso, il Napoli che agguanta un temporaneo pareggio del 2-2, Quagliarella espulso a quattro minuti dalla fine, prima della sconfitta casalinga degli azzurri. Poi grande delusione al San Paolo, un po' meno in alcune ricevitorie dove c'è chi festeggia, dove c'è chi - passione azzurra a parte - è passato a battere cassa.
Se ci fosse qualcosa di anomalo - val bene ribadirlo - qui Napoli e Parma sarebbero parti offese. Che notte quel sabato dieci aprile. Commenti a voce alta, chiacchiere in libertà . Nasce da qui l'attenzione di polizia e carabinieri, è da qui che si muove la Procura. Visioni di insieme, nessun rilievo concreto, però c'è l'inizio di accertamenti che trovano il proprio sbocco naturale nel dossier all'ufficio indagini. Calcio e scommesse, calcio e camorra. Ipotesi di combine, dietro giocate tanto alte? Possibili condizionamenti dietro un flusso di puntate che allerta la Dda di Napoli?
Verifiche in corso, mentre in soli due mesi il fascicolo si riempie di elementi, riconducibili però alle serie minori. àˆ il motivo che spinge gli inquirenti a indicare sei squadre nell'informativa a Roma, quattro di B, Modena, Salernitana, Ancona e Crotone; e due di prima divisione, Andria e Real Marcianise. Estate 2010, quattro mesi dopo quel sabato al San Paolo, quando la camorra sbancò al botteghino, puntando senza esitazioni sulla sconfitta degli azzurri.
Fonte: Il Mattino
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