Inter, la maledizione infortuni giunge fino al Sud America

A un'epidemia di infortuni del genere non si assisteva davvero da tempo. Non è soltanto questa la spiegazione del vortice di sconfitte.
A un'epidemia di infortuni del genere non si assisteva davvero da tempo. Non è soltanto questa la spiegazione del vortice di sconfitte e tensioni in cui è entrata l'Inter, ma gran parte delle difficoltà nerazzurre non può che essere ricondotta ai continui guai fisici che, a turno, colpiscono i giocatori. Tanto che di questi tempi mettere assieme un undici credibile è diventata un'impresa per Andrea Stramaccioni. Bei tempi, quelli in cui l'allenatore poteva decidere se affidarsi alla difesa a tre uomini o a quattro. Se prendersi il lusso di lasciare in panchina uno tra Palacio e Cassano, o se schierare entrambi dietro al centravanti Milito, come accaduto in più occasioni nella striscia vincente dello scorso autunno. Tempi che appaiono ormai preistoria. In principio fu Gaby Mudingayi, rottosi il tendine d'Achille a gennaio. Poi Diego Milito, il cui crac al ginocchio ha commosso mezza Italia, anche tra molti avversari. Ma in generale la sfortuna ha colpito praticamente ogni reparto della rosa di Strama. Fino al drammatico incidente di Javier Zanetti, domenica a Palermo, e alla lesione muscolare di Matias Silvestre. A questo punto, è facile capire come un'ipotetica formazione dell'infermeria (comprendente in totale 15 elementi, e guidata dal dottor Franco Combi, peraltro in odore di... esonero in vista della prossima stagione) abbia tutt'altra qualità, perlomeno in varie zone del campo, rispetto a quella che Stramaccioni, volente o nolente, è costretto a mettere assieme. Provando a ipotizzarla, schieriamo in porta il secondo portiere Castellazzi, una difesa a quattro con Zanetti e Nagatomo laterali e la coppia Silvestre-Samuel in mezzo, a centrocampo il trio formato da Guarin (con l'alternativa Stankovic), Gargano (o Mudingayi) e Cambiasso, e infine il tridente offensivo di inizio campionato, composto da Palacio, Cassano e Milito. Un bell'undici titolare, non c'è che dire. Peccato che la realtà dica che, a parte i pali dove troneggia un imperiale Handanovic, il resto della squadra è formata in gran parte da seconde scelte: domenica a Napoli dovrebbero giocare Ranocchia, Chivu e Juan dietro, Jonathan e Pereira laterali di centrocampo con Kovacic, Kuzmanovic e il giovane Benassi in mezzo e la 'strana coppia', divenuta ormai... intoccabile, Alvarez-Rocchi davanti. Insomma, ora che la Champions League a quattro giornate dal termine è ormai una chimera, meglio pensare già alla prossima stagione. Anche se le avvisaglie già non sono delle migliori: ieri sera, durante la gara di Libertadores tra il Tigre e l'Olimpia, il neo interista Botta è dovuto uscire dal campo per un colpo al ginocchio. Non dovrebbe essere nulla di grave, ma intanto la maledizione nerazzurra è giunta fino al Sudamerica.
Fonte: Goal.com






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