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Il dolore per Astori, il calcio che cambia e le parole di Klose: "Ho detto basta perchč non c'č pių..."

"Č pių importante l'immagine di quello che fai in campo. Ecco perchč ho detto basta, perchč per me l'unica cosa che contava era il calcio nella sua forma pių pura".


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

11/03/2018 17:37 - Campionato
Il dolore per Astori, il calcio che cambia e le parole di Klose: Ho detto basta perchč non c'č pių...

Sono giorni difficili per il calcio: il dolore per la morte di Davide Astori, altri ragazzi che hanno perso la vita, le polemiche sul VAR, i dietrologismi e i soliti cori razzisti che non mancano mai negli stadi d'Italia. Il calcio cambia forma continuamente, prende strade fino a qualche tempo fa impensabili. E tornano in mente così anche le parole dell'ex bomber della Germania, Miroslav Klose, la cui riflessione di qualche anno fa per spiegare il suo addio al calcio giocato, fa riflettere più che mai. Parole che sono state in queste ore nuovamente condivise sui social e che noi vi proponiamo.


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“Ho detto basta con il calcio giocato perché non mi ci riconoscevo più. Oggi i giovani pensano ad altro. Io quando ero ragazzo pensavo solo ad allenarmi per riuscire a diventare qualcuno nello sport che avevo sempre amato. A Formello ed in Nazionale dopo ogni allenamento mi immergevo in una vasca piena di ghiaccio per evitare gli infortuni. I giovani della squadra, invece, si rifiutavano sistematicamente di farlo e scappavano il più velocemente possibile dallo spogliatoio. A fine allenamento, quando mi vedevano andare a raccogliere la sacca con i palloni, mi dicevano: ‘Ma chi te lo fa fare? Io sono stanco morto e c’è qualcuno pagato per farlo’. In quel momento pensavo: Hai 20 anni e sei così stanco che non riesci ad aiutare un magazziniere di 60 anni? Si preoccupavano se le scarpe erano abbinate con i calzettoni. Io vedevo queste cose e mi sentivo sempre più solo, sempre più estraneo a questo mondo. Ecco perché ho detto basta. Il calcio in cui sono cresciuto io, non c'è più. Oggi ci sono altre cose. Oggi pensano prima di tutto alle macchine veloci, a quanto gli dà lo sponsor e ad avere le scarpe con il proprio nome inciso sopra. Dopo tutte queste cose, viene la partita. È più importante l'immagine di quello che fai in campo. Ecco perché ho detto basta, perché per me l'unica cosa che contava era il calcio nella sua forma più pura”.


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