VIDEO - Forgione: "Matteo Santori e il casco a Napoli: lo stereotipo della sardina"
La risposta di Angelo Forgione, scrittore e giornalista, allo scivolone del caposardina Mattia Santori.

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, attraverso le sue pagine ufficiali, ha diffuso il video in cui Mattia Santori parla del "casco a Napoli" che, a suo dire, i cittadini non "sentono come legge". Questo il commento dello stesso Forgione: "Cos'è la "espressività della legge"? Io che non sono sufficientemente dotato di linguaggio tecnico per sapere cosa intende il caposardina Mattia Santori da Bologna, ho cercato dappertutto ma non ne ho travato traccia. Lui ci assicura che la definizione tecnica esiste e indica il livello di percezione di una legge in vigore. "Quando una legge non è espressiva della cultura, la cultura è più forte della legge", dice correttamente il ragazzo prodigio della politica italiana parlando di italiani e politica, e snocciola tutta una lunghissima e convincente serie di esempi: "Come il casco a Napoli o come altre… eh… ", stop". Nulla, non ci sono altri esempi.
Poi Forgione ha aggiunto: "Certo, in alcuni quartieri difficili di Napoli e di altre città complesse, non solo del Sud, dove i controlli scarseggiano, ci si imbatte in motociclisti sprovvisti di protezione, ma, nel complesso, girare senza casco a Napoli non è la regola. Nelle zone più trafficate e controllate della città è difficile scorgere qualcuno che si consenta di circolare senza casco. I napoletani ci hanno messo qualche tempo più degli altri per assimilare l'obbligo, verissimo, ma il fenomeno iniziale si è trasformato come sempre in uno stereotipo, e al Nord, evidentemente, ancora ci si spreca a ripetersi in un simile luogo comune, che Santori utilizza pure a sproposito per parlare di rivoluzione culturale. Ma quale rivoluzione culturale sarebbe quella del mancato uso del casco? Una rivoluzione culturale implica la condivisione di un pensiero da parte della stragrande maggioranza di una comunità. Il mancato utilizzo del casco non è pensiero condiviso, non è rivoluzione culturale ma banalissima manifestazione individuale di una sottocultura, che è quella dell'aggiramento delle leggi laddove il territorio non è vigilato in modo capillare. Rivoluzione culturale può dirsi invece la guerra tutta bolognese dei ciclisti felsinei mossa al sindaco Virginio Merola, che ha dato una stretta contro la loro indisciplina. Determinatissimi in tanti ad andare contromano, cosa vietata e sanzionata con salatissima multa, e a non rispettare il codice della strada, ne è diventato testimonial senza volerlo persino il cardinale Zuppi, sorpreso in bici a percorrere in senso opposto a quello di marcia una strada del centro. Ora, piazzatevi ad osservare il traffico nel centro di Napoli e poi fate lo stesso in quello di Bologna. Troverete più ciclisti bolognesi in controsenso o sui marciapiedi che motociclisti napoletani senza casco. Tutta colpa dell'espressività della legge... e della forza degli stereotipi".
Napoli, Rios, Gila e Schjelderup: le trattative
Vuolo: "Le richieste di Conte per restare. Gila, Rios e Zirkzee a giugno"
Lukaku arriva a Napoli e se ne va, ma c'è un'ipotesi a sorpresa per il futuro
Napoli-Lazio: 0-2, disastro azzurro! I commenti del post-partita
"1 agosto 1926", coro e testo. Auguri Napoli, sono 99
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it








