VIDEO - De Rossi: "Mi chiamano Tano, cioè napoletano. Nessun problema, ma sono romano"


Redazione
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21 AGO 2019 ORE 17:33

Forgione: "Per maggior semplificazione, vennero abbreviati in "tanos" invece che "napolitanos", e divenne l'identità di tutti gli italiani del Sudamerica".

Daniele De Rossi, bandiera della Roma oggi centrocampista del Boca Juniors, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Tyc Sports. Il giornalista gli ha anche chiesto come lo chiamano nello spogliatoio e il calciatore ha risposto: "Mi chiamano Tano, mi piace anche a dire la verità. Ma Tano in realtà non vuol dire italiano, ma napoletano. Cosa dire, dico semplicemente che non sono napoletano, sono romano. Ma non ho nessun problema né con i napoletani né con questo soprannome". Ecco quanto raccontato dallo scrittore Angelo Forgione sull'origine della parola "Tano": "Un "tano" per gli argentini e per i sudamericani di lingua spagnola è un "Napoli TANO". Proprio così. Erano i napoletani e tutti i meridionali che, dopo l'Unità, si imbarcarono dal porto di Napoli e raggiunsero Buenos Aires in cerca di quella fortuna negata dall'Italia dei Savoia".

"Perché napolitana era la nazionalità del Regno di Napoli fino al 1861, e loro così si dichiaravano ai funzionari governativi argentini che li accoglievano all’Hotel de Inmigrantes, un enorme edificio nel quale erano identificati e dove ricevevano i primi documenti. Per maggior semplificazione, vennero abbreviati in "tanos" invece che "napolitanos", e questa divenne l'identità di tutti gli italiani del Sudamerica. Come se non bastasse, per #DeRossi anche il benvenuto di #Maradona, grande tifoso del #Boca: "Tu che indossi la maglia del Boca è come il sangue di san Gennaro che si liquefa". Insomma, uno dei simboli di Roma calcistica travolto inconsapevolmente da un'inaspettata ondata di napoletanità, con buona pace sua e dei tifosi giallorossi".

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