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Moggi: "Fatto fuori da qualcuno della Juventus". Forgione: "L'ha lasciato intendere" (VIDEO)

Angelo Forgione attraverso la sua pagina ufficiale ha messo in evidenza la vicenda Calciopoli e l'intervento di Luciano Moggi sullo scandalo che sconvolse il calcio italiano.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

09/11/2021 17:43 - Video
Moggi: Fatto fuori da qualcuno della Juventus. Forgione: L'ha lasciato intendere (VIDEO)
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Angelo Forgione, giornalista e scrittore napoletano, attraverso la sua pagina Facebook parla dell'epurazione di Moggi dalla Juventus: "Moggi: "Fatto fuori da qualcuno della Juve". Non ha detto chiaramente così, Luciano Moggi, ma l'ha lasciato intendere commentando la silenziosa e silenziata sentenza della Cassazione (resa minimamente nota dal sottoscritto) circa il risarcimento che la Rai deve alla famiglia di Oliviero Beha per aver demansionato il suo ex vicedirettore di RaiSport durante il processo a Calciopoli. Nel corso di una diretta sul canale Youtube del sito Juventibus, condotta da Massimo Zampini, l'ex DG bianconero ha tirato fuori una frase sibillina: "È morto l'avvocato Agnelli e hanno fatto quello che dovevano fare, coadiuvati anche da Torino".

"Cioè, mi hanno fatto fuori, aiutati anche da qualcuno della Juventus. Fuoco amico, insomma. Frase che provo a spiegare riportando quanto scritto nel mio libro 'Dov'è la Vittoria': "Lo scandalo, plausibilmente, non sarebbe stato circoscritto nei confini di Moggiopoli, colpendo la sola Juventus, se i fratelli Gianni e Umberto, alla loro morte, non avessero aperto qualche conflitto di famiglia da risolvere. E forse non sarebbe neanche venuto a galla se l’Azienda, nell’estate 2005, non fosse stata sull’orlo del baratro. La Fiat, tramite la finanziaria degli Agnelli, si trovò nella condizione di dover restituire 3 miliardi di euro alla Merrill Lynch International, pena la conversione della somma in acquisto di azioni".


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"Superato l’ostacolo con un abile gioco di finanza, erano partiti i regolamenti di conti tra le fazioni sorte con il vuoto di potere lasciato dai due patriarchi Gianni e Umberto Agnelli. Guelfi e ghibellini: da un lato i “gianniani”, ovvero i fratelli John e Lapo Elkann, Luca Cordero di Montezemolo e i tutori Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens; dall’altro gli “umbertini”, con in testa la vedova Allegra Agnelli, il figlio Andrea e Antonio Giraudo, delfino di Umberto. I primi, tra cui proprio il presidente della Juventus Grande Stevens, infastiditi pure da Luciano Moggi e dal suo potere in società, crescente come quello dello stesso Giraudo".

"L’ipotesi di Calciopoli quale epilogo di una guerra intestina, necessario per far fuori i due potenti manager sportivi, ci sta tutta; forse Moggi, oltre che guardare a cospirazioni milaniste e interiste, avrebbe fatto bene a guardarsi le spalle in casa sua. L'ex DG della Juventus ha annunciato l'imminente dibattimento del ricorso alla Corte Europea di Strasburgo, suo e di Giraudo. In ogni caso, quantunque scelto come capro espiatorio di un sistema in cui tutti facevano quello che pur cui lui è stato radiato, non va ritenuto innocente. Beha, che lui dice averci visto giusto, non ha mai scritto o detto che lui non fosse colpevole".

"Il processo a Calciopoli, piuttosto, per quanto limitatosi alla sola Juventus, ha stabilito che lui, Giraudo, Pairetto e Mazzini erano stati promotori di associazione a delinquere, reato commesso unitamente a quello di frode sportiva ma prescritto. Per i magistrati, Moggi aveva esercitato uno “strapotere esteso” e il suo articolato sistema non aveva avuto come unico obiettivo il condizionamento dell’esito delle partite, ma anche l’acquisizione del controllo dei vertici federali e di una maggiore visibilità mediatica, utile a influenzare avanzamenti nelle carriere di compiacenti arbitri e assistenti. Lo avevano fatto anche altri, non processati, ma la colpevolezza dei non puniti non rende innocente un colpevole punito". Ha concluso il giornalista sulla sua pagina ufficiale.

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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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