Ciro Esposito vive, il post da brividi che fa il giro della rete: "Quando Napoli invase Upton Park"
McBlu76 ricorda la partita amichevole tra West Ham e Napoli che fu decisa da un gol dell'attaccante stabiese Fabio Quagliarella.

Sulla pagina "La Napoli bene", a firma di McBlu76, un bellissimo ricordo di Ciro Esposito: "Tredici anni fa la Napoli 081 invase il quartiere di Upton Park dando vita ad una dei Settori Ospiti più belli e folli mai vissuti. Belli perché eravamo Noi. Belli perché eravamo tanti. Folli perché era l’otto di agosto e si trattava di un’amichevole. Arrivammo in aereo convinti di appartenere ad un ristretto gruppo composto da poche centinaia di persone che si sarebbero ritrovate in qualche modo l’indomani al Boleyn Ground, quartiere Upton Park, casa del West Ham. Bastarono poche ore per comprendere che così non fosse. Londra era piena zeppa di facce targate 1926 che manco ci fosse la finale di Champions".
"La sera ci ritrovammo a cena con la Vecchia, Vecchissima Guardia in un ristorante del East End in compagnia di un paio di Ultras del Milwall e ci scambiammo ricordi, birra e racconti di gradinata. Chi ha nozioni basilari del calcio d’oltremanica sa che i rapporti tra i frequentatori del The Dean a New Cross, casa del Milwall, e gli Hammers non sono proprio idilliaci. "La rivalità tra West Ham e Millwall è come tra Yankees e Red Socks?? No, è più come tra israeliani e palestinesi!”. La battuta di un noto film al riguardo può rendere l’idea per coloro che non conoscono alcune dinamiche. Dinamiche confermate, se mai ce ne fosse stato bisogno, nel “East London Derby” del 25 agosto dello stesso anno".
E poi: "L’essere stato più volte ospite ad Upton Park a vedere delle partite del West Ham mi indusse a compiere uno dei più grandi errori della mia vita da stadio. In attesa del corteo andai con la mia compagna dell’epoca e mio fratello a bere una birra al Boleyn Pub. Mentre bevevo la mia pinta lo sguardo piantatomi addosso da una montagna con le dita tatuate con Martelli incrociati e la scritta Hammers mi recapitò due messaggi chiarissimi. Innanzitutto che la mia presenza non era gradita manco per il ca**o e che la componente femminile del gruppo, in quel momento, mi stava salvando il culo. Il corteo cui ci unimmo poco dopo fu bellissimo. La placida quiete in cui sonnecchiava il solitamente turbolento quartiere di Upton Park nei giorni in cui c’era partita fu squarciata dall’inatteso arrivo di una quantità di tifosi ospiti improponibile per una gara amichevole. Eravamo tanti. Tanti rumorosi e padroni in terra straniera".
"Cantammo come se non ci fosse un domani, e non curanti della geografia territoriale arrivammo fino a Green Street a pochi metri dal sopracitato Boleyn Pub, luogo di ritrovo dei padroni di casa. La reazione degli Irons fu di assoluta sorpresa. Sorpresa che infatti generó solo qualche scaramuccia di rito nei pressi del Pub e poco altro. Nello splendido e purtroppo demolito Upton Park (ci piace chiamarlo così più che Boleyn Ground) la storia non cambiò. I padroni di casa, figli di un quartiere tra i più popolari di Londra, evidentemente preferirono conservare qualche sterlina per un avvio di stagione impegnativo tra l’esordio casalingo col Tottenham e la Coppa che gli consegnerà a domicilio l’odiato Milwall. Prendemmo possesso contestualmente di un infuocato settore ospiti, con gli Steward che ben presto rinunciarono all’idea di controllare che corrispondessero tagliandi e posti occupati, e dello stadio. Li sovrastammo, a livello sonoro, per ogni singolo minuto di quella partita. Ho ancora nella testa il boato scaturito dal gol di testa di Fabio Quagliarella".
"Gol che ridiede linfa ad un settore che iniziava ad essere fiaccato dal viaggio, dal caldo e dalla birra e imperversò fino alla fine dei novanta minuti che ci consegnarono il trofeo Bobby Moore. Al termine i padroni di casa ci presentarono il conto. Gli avevamo cantato, discretamente minacciosi, praticamente dentro casa, con una sfacciataggine che raramente era rimasta impunita da quelle parti. Il minimo che ci si potesse aspettare era che ci venissero a salutare all’uscita. E così fu. Uscimmo percorrendo in Corteo Pryori Road e King’s Road in relativa tranquillità. Giunti al primo incrocio, Green Street mi dice la mia agendina dell’epoca, fummo colti da una sorta di gavettone. Si trattava di birra. Birra con annessi boccali di vetro. Gli Hammers erano lì, incazzati e determinati a ristabilire le gerarchie del territorio. Immediatamente gli agenti dediti alla scorta del corteo ospite si frapposero tra le due fazioni con gli immancabili ed enormi cavalli in dotazione e a fatica cercarono di impedire un contatto che a tratti fu inevitabile".
"Dovettero impegnarsi parecchio per indirizzarci all’ingresso della metro di Upton Park dove si verificarono nuovi scontri tra Naples, Hammers e Bobbies. Una volta fattici entrare in stazione e partiti, gli amici di Upton Park ci tennero a reiterare i saluti così che per le prime due fermate fummo investiti da un fitto lancio di pietre che spaccarono i vetri dei vagoni e qualche testa. Ma stica**i. In metro si parlava solo di Quagliarella, del Napoli, di quel ca**o di pigiama grigio con cui scendemmo in campo e di quanto fosse bello seguire quella maglia in qualsiasi parte del mondo, in qualsiasi stagione, in qualsiasi momento. Le immagini che vi mostro sono tutte riferite a quel giorno ed è proprio al ragazzo della foto che dedico questo post, un ragazzo che avrebbe meritato di essere con noi ancora, ancora e ancora. Ma in fondo è come se non se ne fosse andato mai. Ciao Cirù".


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