Ziliani: "Nel 2018 parlai con un pezzo grosso di Sky, essere tifosi di Inter, Napoli o Juve..."
Paolo Ziliani ha parlato dei diritti televisivi della Serie A e dei prezzi maggiorati degli abbonamenti che hanno fatto allontanare i tifosi.

Paolo Ziliani, attraverso il suo profilo Twitter, ha raccontato un retroscena sui diritti televisivi per le partite di Serie A e sui prezzi aumentati dai vari broadcast: "Nell’estate del 2018 mi ritrovai un giorno a parlare al telefono con Riccardo Pugnalin, che a Sky Italia era “Vice President Executive per Communications, News and Public Affairs”: un pezzo grosso, insomma (oggi è responsabile delle relazioni istituzionali di “Autostrade per l’Italia”). Stava ricominciando il campionato, Sky si era confermata come principale detentrice dei diritti-tv della Serie A del nuovo triennio (con 7 partite: le altre 3 le aveva acquistate DAZN) e sul Fatto Quotidiano era uscita un’intera pagina, a mia firma, in cui raccontavo - cifre e dati alla mano - la nuova campagna abbonamenti con forte aumento dei prezzi lanciata da Sky che mi sembrava essere, sostanzialmente, una truffa nei confronti dei clienti. Per meglio rendere l’idea, concludevo l’articolo facendo mio l’urlo di Ermanno Catenacci, alias Giorgio Bracardi, il personaggio del programma “Alto Gradimento” degli anni 70 e cioè: “In galera!”. L'articolo, che il Fatto aveva richiamato in prima pagina col titolo: “Serie A, quanto mi costi! Doppia tv: con Sky e DAZN il prezzo sale”, è quello che vedete postato sotto e sarei contento che lo leggeste, per capire cos’era successo, prima di tornare a seguire il mio racconto e capire meglio quel che sta accadendo oggi.
Ci tengo a dire che Riccardo Pugnalin, vice presidente Sky e responsabile della comunicazione, si relazionò con me in modo civilissimo. Non fu sgarbato né risentito né tantomeno minaccioso: cercò solo di convincermi che nella mia analisi avevo esagerato, arrivando a conclusioni e a giudizi precipitosi, anche se non seppe contestarmi un solo dato, una sola cifra, un solo dettaglio del mio resoconto che non corrispondesse a verità. Rimanemmo ognuno della propria idea: che Sky avesse agito correttamente e non avesse compiuto alcuna scorrettezza nei confronti dei suoi abbonati vecchi e nuovi ad avviso di Pugnalin; che avesse raggirato i suoi clienti, cambiando le carte in tavola e aumentando i prezzi degli abbonamenti in modo ingiustificato e arbitrario secondo il mio parere. Non scrissi una sola parola di precisazione, rettifica o smentita né l’indomani né mai. Ma continuai a monitorare la situazione e a seguire il caso che non solo non si rivelò essere una mia invenzione, ma divenne oggetto di due diverse indagini - per pubblicità ingannevole e violazioni al Codice del consumo - che certificarono, a distanza di mesi, il comportamento gravemente scorretto tenuto da Sky nei confronti della clientela: l’Agcom sanzionò Sky con una multa di 2,4 milioni e a stretto giro di posta arrivò l’Antitrust che inflisse a Sky una multa di 7 milioni (e di 500 mila a DAZN).
L’Autorità - c’era scritto nel comunicato diffuso il 18 febbraio 2019 - ha rilevato che SKY non ha fornito informazioni chiare e immediate sul contenuto del pacchetto Calcio per la stagione 2018/19, lasciando intendere ai potenziali nuovi clienti che tale pacchetto fosse comprensivo di tutte le partite del campionato di serie A come nel triennio precedente (…) L’Autorità ha inoltre accertato che SKY ha attuato una pratica aggressiva in quanto ha esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei clienti abbonati al pacchetto SKY Calcio, i quali, a fronte di una rilevante ridefinizione dei suoi contenuti (riduzione del 30% delle partite di serie A e cancellazione dell’intero torneo di serie B) non sono stati posti nella condizione di poter assumere liberamente una decisione in merito al mantenimento o meno del pacchetto. Gli abbonati a tale servizio sono stati costretti a scegliere tra due possibilità, entrambe svantaggiose, ossia la prosecuzione degli addebiti, tra l’altro in misura invariata, nonostante il contenuto diverso e ridotto del pacchetto rispetto a quello originariamente scelto, oppure il recesso dal contratto a titolo oneroso, con il pagamento di penali”.
Non mi ero sbagliato, dunque. Sky aveva imbrogliato mettendo in vendita un prodotto ridotto e impoverito rispetto all’anno prima ma facendolo pagare ai vecchi abbonati alla stessa cifra; e ai nuovi abbonati lo aveva proposto a un prezzo maggiorato, arbitrariamente e immotivatamente.
Correva l’anno 2018 e tutto ciò avveniva nella più totale indifferenza dei media, del tutto disinteressati al poderoso, gigantesco moto di rabbia, protesta e ribellione che gli sportivi italiani, a decine di migliaia, avevano iniziato a manifestare sui social a 360° e in modo trasversale. Essere tifosi di Inter o Milan, di Juventus o Napoli, di Roma o Fiorentina non contava più; contava essere appassionati di calcio e ritrovarsi di colpo, tutti assieme, col cappio al collo strozzati dall’abnorme aumento dei prezzi praticato dalla pay-tv, inutile dire con la tacita benedizione delle mummie di FIGC e Lega Serie A. Ebbene, da quei giorni sono passati 5 anni, Sky e DAZN si sono scambiati i ruoli di 1^ e 2^ piattaforma per importanza (ora comanda DAZN che ha 10 partite di cui 3 in condivisione con Sky) ma quel che è peggio le due piattaforme si sono scambiate anche lo scorretto, arrogante, cinico e autolesionista modo di comportarsi nei confronti dei loro clienti".
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Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it Inter | 42 |
Milan | 39 |
Napoli | 38 |
Juventus | 36 |
Roma | 36 |
Como | 33 |
Atalanta | 28 |
Bologna | 26 |
Lazio | 25 |
Udinese | 25 |
Sassuolo | 23 |
Torino | 23 |
Cremonese | 22 |
Cagliari | 19 |
Parma | 18 |
Lecce | 17 |
Genoa | 16 |
Fiorentina | 13 |
Verona | 13 |
Pisa | 12 |


















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