Zielinski, Fabian, Elmas, Demme e Lobotka: insieme guadagnano più o meno come Rabiot!

Quasi tutto il centrocampo del Napoli, guadagna all'incirca quel che percepisce il centrocampista francese della Juventus.
Il fatturato. Quante volte ne abbiamo sentito parlare al termine di una partita del Napoli? Sicuramente spesso, probabilmente anche in troppe circostanze, talvolta in modo inappropriato come il formaggio sugli spaghetti con le vongole. Certo, trovarsi ai nastri di partenza con un budget più elevato della tua diretta rivale fa senza dubbio comodo, ma non è tutto. Del resto, se vincesse sempre e solo quello più ricco, allora potremmo chiudere tutto e guardare magari il padel, sport tanto in voga in questo periodo. Esempio pratico il Leicester di Ranieri.
Una squadra con un budget modesto rispetto a tanti altri club della Premier, capace di imporsi in Inghilterra, spiazzando anche il più romantico dei sognatori. Qualcuno storcerà il naso e probabilmente starà pensando: "Si, ma capita una volta ogni 100 anni...". Scetticismo doveroso, ma non è proprio così. Spendere tanto non è sinonimo di vittoria. Lo dimostrano City e Psg che in Europa continuano a collezionare brutte figure nonostante campagne di mercato faraoniche, con soldi sperperati che nemmeno al Monopoli. Lo sa bene la Juventus, che l'anno scorso ha dato 30 milioni in un anno a Cristiano Ronaldo, vincendo meno di quanto avesse vinto l'anno prima senza il fuoriclasse portoghese. Restando in casa bianconera basti pensare che Rabiot, gol del Milan a parte non proprio un fenomeno, guadagna da solo (7 milioni più tanti bonus, più 10 milioni alla madre all'atto della firma) più o meno quanto Fabian Ruiz, Elmas, Zielinski, Demme e Lobotka messi insieme. All'ombra del Vesuvio non si può contare di certo sul conto in banca di Zio Paperone, ma la competenza non manca. Proprio da quest'ultima si deve ripartire, con scelte oculate e prospettiche sul mercato (Elmas docet). Solo così il Napoli può replicare l'impresa dei blu di Oltremanica. Perché il più ricco vince solo al Monopoli. E nemmeno sempre. Contano anche i dadi, che nel calcio è il... la fortuna.
Valerio Vitale







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