Zielinski e l'immagine che certificava (forse) il ciclo col Napoli finito (FOTO)
Piotr Zielinski sta vivendo l'ultimo periodo col Napoli, prima di trasferirsi all'Inter, come l'ombra di sé stesso.

Con Piotr Zielinski destinato a vestire la maglia dell'Inter la prossima stagione, non possiamo fare altro che riflettere su quanto abbia fatto in passato con il Napoli. L'attuale Zielinski sembra essere solo un'ombra di sé stesso, forse risparmia le energie per la sua nuova avventura. Questo è solo uno dei tanti casi assurdi che nel calcio stanno diventando sempre più frequenti. I trasferimenti a parametro zero sono una follia autorizzata... perché un giocatore dovrebbe giocare gli ultimi sei mesi - prima della scadenza del contratto - con la squadra alla quale appartiene, sapendo che poi, terminata la stagione, non ne farà più parte?
È naturale che non voglia sforzarsi troppo, per paura di infortuni o altre complicazioni. Evidentemente, Zielinski doveva essere ceduto prima. Il suo ciclo col Napoli è terminato lo scorso anno e questo non deve necessariamente essere un fatto negativo o un dramma se lui decide di andarsene.
Le cose belle, prima o poi, finiscono, altrimenti diventerebbero stucchevoli. Piotr ha scritto pagine importanti con la maglia azzurra e questo periodo di transizione lo sta mettendo in cattiva luce, con diverse voci che lo dipingono come un "traditore" o un "menefreghista". Non è così: è comprensibile che un giocatore, dopo otto anni con lo stesso team, voglia cambiare aria.
Inoltre, nella passata stagione, c'è stato un segnale che certificava probabilmente il termine del ciclo di Zielinski col Napoli: dopo il gol di Raspadori contro la Juventus, che in pratica portò i partenopei allo Scudetto matematico, il polacco sembrava esausto e si accasciò sul terreno di gioco dell'Allianz Stadium. Un atteggiamento psicologico che evidenziava il fatto che aveva praticamente dato tutto.
Con un Napoli che - al momento - non può ambire oltre allo Scudetto, poiché deve fare molta strada per la Champions, è normale che i giocatori subiscano un certo appagamento psicologico involontario. Dunque, la società partenopea avrebbe dovuto capire chi era intenzionato a lottare ancora e chi, invece, si sentiva sfinito. Proprio come Zielinski.
Ecco l'immagine:

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