Zaccone: "Mentana e la lotta al vittimismo dei napoletani. Capito, adesso è colpa nostra?"
L'opinionista napoletano ha messo in evidenza un post del celebre giornalista che ha risposto così ad un utente sui social.

Maurizio Zaccone, opinionista napoletano, mette in evidenza un post di Enrico Mentana che ha suscitato polemiche tra i napoletani. Ecco quanto evidenziato: "Se la lotta al razzismo sta conquistando l’agenda della stampa sportiva, pur se con qualche decennio di ritardo rispetto ad altri paesi, è effettivamente ancora troppo presto per inglobarci la costante dei cori discriminatori verso il popolo napoletano. Una prassi consolidata in ogni dove, che giochi o meno il Napoli, tra eruzioni invocate e inviti all’igiene personale. Non li sente mai nessuno. Adesso però scopriamo, grande novità, che il problema siamo noi. Ce lo dice Enrico Mentana in un post su Instagram dove commenta lo striscione apparso in campo prima del derby Milan-Inter recante la scritta “derby against racism” con le parole: “Sono un tifoso, ma questa è l’immagine più bella di ieri”; e fin qui tutto assolutamente regolare".
Inoltre, aggiunge: "Poi arriva il commento di un partenopeo che sottolinea come però da questa lotta al razzismo siano sempre tagliati fuori i costanti cori contro i napoletani e i “lavali col fuoco”. La risposta del direttore è cristallina: “OLTRE CHE CONTRO IL RAZZISMO BISOGNA COMBATTERE ANCHE CONTRO IL VITTIMISMO”. Quindi è tutto magicamente chiaro. La colpa è nostra. Vittimismi strategici, piagnoni incontenibili, non riusciamo a prenderci con dignità le secchiate di merda che ci urlano ogni settimana e ci permettiamo anche di risentirci. Dovremmo esserci abituati e invece no, ancora protestiamo. Perché la lotta al razzismo, inteso come razza, colore della pelle, è nobile e di moda. Quella contro i cori verso i napoletani è di nicchia, poco di tendenza. Ed è un falso problema; sarà ironia, colore. Risentirsi è da vittimisti. E il vittimismo va combattuto. In che modo però non mi è chiaro: dovremmo deciderci a lavarci da soli con il fuoco? O intonarceli anche noi i cori “Napoli colera”? O spiegare ai nostri figli che è cosa buona e giusta discriminare e invocare stragi per un popolo? Magari ce lo spieghi meglio, direttore. P.S. Chissà cosa ne pensa l’Inter, la squadra del direttore, che quando fu multata per cori razzisti addirittura con due partite a porte chiuse e una senza curva, anziché presentare ricorso come altri accettò la sanzione e da grande club invitò la parte dei tifosi che amava intonarli a disertare lo stadio".


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