"Vinicio minacciò di andar via, ecco cosa pretese. I giocatori uscivano stremati". Il retroscena

Rosario Rivellino ha rivelato un curioso retroscena che riguarda l'epopea napoletana di Luis Vinicio sulla panchina azzurra.
Rosario Rivellino, ex calciatore e allenatore del Napoli, ha raccontato diversi aneddoti ed un retroscena sul Napoli di Luis Vinicio che fece divertire non poco tifosi ed addetti ai lavori negli anni settanta: "Per l’epoca avevo la statura di un calciatore alto, oggi un bassotto. Giocai una partita contro il Milan di Gullit come allenatore e incontrai Gullit in spogliatoio, l’ho guardato ed ho pensato: ‘Come potevo marcarlo se avessi giocato io?’ era esagerato. Ritiro di Vinicio? Mi trovavo lì per caso, non ero il secondo di Vinicio. Tuttavia, una sera a cena si uscì un po’ fuori dai regolamenti rigidi che Vinicio voleva da un punto di vista dell’alimentazione e del comportamento".
Inoltre, Rivellino, rivela: "Vinicio si irrigidì e chiese di rientrare nelle sue regole, altrimenti minacciò che sarebbe andato via. All’epoca il Napoli aveva la fortuna di avere un grande capitano, Juliano, si riunirono e accettarono le condizioni dell’allenatore. Vinicio pretese la camera d’ossigenazione a causa della preparazione massacrante che facevano, seppur fatto con logica".
"I giocatori uscivano stremati, andavano a fare questo percorso e recuperavano: da allora ho capito che è il recupero che è importante, più dell’allenamento in sé. Nella mia classifica metto Vinicio, Sarri e Spalletti perché Vinicio non aveva lo staff tecnico di adesso, ha fatto tutto da solo". Ha concluso Rosario Rivellino ai microfoni di Radio Napoli Centrale.








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