Vanzina: "Spielberg temeva i nostri film". Poi il retroscena su Totò

In un'intervista al Corriere della Sera il regista Enrico Vanzina ha raccontato alcuni episodi relativi alla sua carriera cinematografica.
Intervistato in esclusiva da Il Corriere della Sera, Enrico Vanzina ha risposto così alle domande sul successo del cinepanettone in Italia: "Ho calcolato che i nostri film, nel complesso, hanno fatto guadagnare sei o settecento milioni di euro, non a noi eh. Una volta Richard Fox della Warner, con cui nel 2002 abbiamo fatto La Mandrakata, mi riferì quello che gli aveva detto Steven Spielberg: “In Italia mai fare uscire un film insieme a quello dei Vanzina”. Avrei voluto correre a genuflettermi davanti a lui".
Poi il ricordo della grande amicizia con Alberto Sordi: "L’ultimo ricordo che ho di lui è del giorno in cui morì. Ero in auto, stavo andando fuori Roma, tornai indietro. Davanti alla villa di Sordi era pieno di gente, di telecamere. Suonai. Mi aprì la sorella. “Vieni, vieni con me, Alberto ti voleva tanto bene, voglio farti un bel regalo”. Mi portò in una stanza. C’era lui disteso sul letto, cereo. Avrei voluto scappare, mi faceva impressione".
Infine, il retroscena di Vanzina su Totò: "Abitava a pochi passi da casa nostra, in via dei Monti Parioli— io però sono nato a piazza di Spagna — dove il nostro dirimpettaio era Mario Camerini. Nella vita era il principe De Curtis, che girava sulla Cadillac con le tendine. Papà è stato il regista di Totò per eccellenza. Si capivano, si piacevano".








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