Van Basten rosicone, la patetica bugia che fa godere (ancora) i napoletani. Parola d'ordine: Marronaro!

L'ex bomber del Milan ha perso una grande occasione per stare zitto. Le sue dichiarazioni sono puro godimento per i tifosi del Napoli.
Marco Van Basten, indimenticabile bomber del Milan degli anni 80' che contese gli scudetti al leggendario Napoli di Maradona, è indiscutibilmente uno dei più grandi calciatori di sempre. Come "uomo", tuttavia, negli ultimi giorni ha perso molti punti. Intervistato da "Sette", inserto del Corriere della Sera, l'olandese - che in qualità di allenatore non ha avuto molta fortuna una volta appese le scarpette al chiodo con grande anticipo per i problemi alle fragili caviglie - è tornato, con fare da rosicone, sullo scudetto vinto dal Napoli nel 1990. "Scudetto rubato? Lo sanno tutti che fu così. Ma nessuno ha mai avuto il coraggio di dirlo. Prima la sceneggiata di Bergamo, con la moneta in testa ad Alemao e il massaggiatore del Napoli che gli dice di simulare un trauma. Poi la nostra sconfitta a Verona. Una imboscata, con un arbitro come Lo Bello che fece di tutto per farci perdere e fischiò in maniera scandalosa. Un lavoro fatto bene".
Dichiarazioni patetiche, da "vittimista, complottista, populista, piangina...", o semplicemente, se volete, napoletanamente, chiagnazzaro. Da non confondere, però, con il grande cantante Giacomo Rondinella. Tra l'altro Rosario Lo Bello ha fatto sapere che adirà le vie legali per quanto detto dall'ex calciatore. Poi Van Basten ha aggiunto: "Un lavoro fatto bene da chi? Dal sistema del calcio italiano. Da chi aveva interesse a mandare due squadre in Coppa dei Campioni. Tutti sapevamo che eravamo favoriti per rivincere, aggiungere un' altra squadra conveniva a tutti. Fu una vera porcheria. Ancora oggi mi brucia", riferisce l'ex fuoriclasse rossonero. A distanza di anni, ovvero esattamente 30, è bello sapere che un fenomeno come Marco stia ancora rosicando per quello scudetto che il Napoli vinse in rimonta e con grande merito e che arrivò l'anno dopo il trionfo in Coppa Uefa nel 1989. Forse Van Basten dimentica lo scudetto 1987-88 che il Milan vinse nelle ultimissime giornate dopo il crollo verticale degli azzurri che avevano dominato in campionato in lungo e in largo prima di spegnersi partita dopo partita fino al sorpasso del Diavolo al San Paolo nello scontro diretto (2-3). In quell'occasione i tifosi partenopei applaudirono sportivamente gli avversari. Van Basten ha poca memoria, anche perchè dovrebbe ricordarsi che nella stagione 1989-90, proprio nella giornata dell'episodio della monetina lanciata dai tifosi dell'Atalanta sulla testa di Alemao (con relative decisioni da REGOLAMENTO), il Milan fu graziato dall'arbitro e dall'assistente Marcello Nicchi (si, proprio lui, l'attuale presidente dell'AIA) che non videro il gol di Marronaro del Bologna (palla oltre la linea di almeno un metro, la partita finì 0-0). E dunque, cosa dire, Van Basten ancora si dispera e i napoletani ancora godono. "Ve l'avimmo mise nGullit' e manco Van Basten". Peccato perchè persone di sport di un certo livello dovrebbero ricordare con piacere i particolari e i contenuti letterari di sfide spettacolari tra le più belle di sempre piuttosto che vomitare tale veleno. Quando sono i napoletani a comportarsi come ha fatto Van Basten, le morali si sprecano...








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