Usa, Pompeo: "Coronavirus creato in laboratorio a Wuhan, prove enormi". Il documento dei Five Eyes

Mike Pompeo, segretario di Stato americano, attacca duramente la Cina. E spunta il lavoro incrociato di cinque intelligence.
Continuano le accuse alla Cina da parte degli Stati Uniti in merito all'origine e alla diffusione del Covid-19. L'ultimo attacco arriva dal segretario di Stato americano, Mike Pompeo: "Ci sono numerose prove sul fatto che il coronavirus arrivi dal laboratorio di virologia di Wuhan", ha detto. Pompeo ha poi aggiunto che sul virus "la Cina ha fatto tutto quello che ha potuto per tenere il mondo all'oscuro di tutto". Per il segretario di Stato Usa, i cinesi "hanno una storia di fallimenti in laboratori che non vengono gestiti secondo gli standard". Il responsabile per gli Esteri di Washington ha però spiegato che, in base alle informazioni raccolte dalla commissione parlamentare per l'Intelligence, non si tratterebbe di un virus creato dall'uomo. Quanto alla gestione dell'emergenza - si legge su Tgcom24 - Pompeo ha detto che mentre in America "gli scienziati ci avrebbero avvertito, avremmo scambiato informazioni e trovato una soluzione", in Cina c'è stato il "classico metodo della propaganda comunista" e "nessuno degli esperti internazionali" ha avuto accesso ai laboratori nel Paese.
Le parole di Pompeo arrivano 48 ore le ultime dichiarazioni di Donald Trump contro Pechino. Parlando con la stampa alla Casa Bianca, il presidente americano aveva confermato di avere le prove che l'origine del coronavirus è legata ad un laboratorio di Wuhan, ma di non poter fornire dettagli in merito. "Vedremo da dove è nato - aveva detto Trump - . Abbiamo studiosi, scienziati ed esperti al lavoro, quando metteremo tutto insieme" avremo una risposta. Da Pechino respingono ogni accusa: "Si tratta di una tesi folle".
Il documento dei 'Five Eyes'
Le affermazioni di Pompeo - scrive Agi.it - giungono nel giorno in cui i servizi segreti di cinque Paesi rivolgono dure accuse alla Cina sulla gestione della pandemia, in particolare sull'origine della pandemia. Un dossier dell'alleanza cosiddetta "Five Eyes" composta dagli 007 di Usa, Gran Bretagna, Australia, Canada e Nuova Zelanda, afferma che Pechino avrebbe cercato di insabbiare quel che accadde all'inizio e punta l'indica sulle "rischiose" metodologie utilizzate in un laboratorio di Wuhan. Nel documento di 15 pagine si parla di "attacco sulla trasparenza internazionale" e gli 007 ricordano che fino al 20 gennaio la Cina aveva smentito che il virus si trasmetta tra gli esseri umani, quando vi sarebbero state chiare evidenze già a inizio dicembre. Anche il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha chiesto alla Cina "trasparenza" sull'origine del coronavirus: "Tutto il mondo ha l'interesse che l'origine del virus venga chiarito", ha detto il capo della diplomazia tedesca. "Ma risposte fondate devono essere date dalla scienza, non dalla politica: la Cina in questo puo' mettere alla prova con quanta trasparenza effettivamente intenda la il Covid-19".







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