"Una brutta notizia, non doveva lasciarci ora. Ricordo quando Maradona voleva..."

Pacileo è stato il fiore all'occhiello del giornalismo napoletano. Uomo colto (parlava più lingue, russo compreso), appassionato di lirica, amava citare espressioni in latino.
Il collega Rino Cesarano ricorda Giuseppe Pacileo, grande giornalista scomparso ieri: "Gli ero simpatico e mi stimava anche tanto, per il mio modo di essere, mai eccessivo, e per la mia scrupolosità nei servizi. Peppino Pacileo mi chiamava, affettuosamente, "Cesaruccio". "Dai Cesaruccio, organizza il dopopartita, solo tu puoi trovare un ristorante coi fiocchi e farlo rimanere aperto fino a quest'ora", diceva in occasione delle notturne. Quante trasferte abbiamo fatte insieme. Con noi, ovviamente, tanti maestri di giornalismo: Degni, Carratelli, Corbo, Masiello, Prestisimone, Acampora (mi riesce ancora difficile chiamarli colleghi). E poi, Esposito, Mollichelli, Troise, Buonanno, Cisternino, Pastore e tanti altri....Specie quelle trasferte che si potevano fare in treno perchè lui non amava viaggiare in aereo. O in auto. Peppino, chiamato anche Peppone, mi ricordava sempre quando a mezzanotte ci presentammo dal Calabrisuotto alle falde del Terminio dopo una partita di Coppa della Juve ad Avellino ed io riuscii a far riaprire il ristorante grazie ad una preghiera rivolta al ristoratore che avrebbe commosso anche la Madonna. Ci portò un mare di affettati e tanti formaggi, a quell'ora. Quante risate. E lui che, divertito, ripeteva: "Hai detto a quei signori che abbiamo lavorato fino a tardi e di avere comprensione, perchè loro cosa hanno fatto fino a mezzanotte".
Ha cominciato, poi, persino a volermi bene. Sì, mi voleva proprio bene, tanto da mandarmi una cravatta per solidarietà dopo che seppe che avevo avuto uno scontro furibondo con Maradona in quel di Soccavo.
Io, invece, avevo evitato che Maradona potesse aggredirlo alcuni mesi prima. Accadde dietro le quinte di un salotto televisivo dell'epoca (a C. 34). Peppino Pacileo, era ospite fisso di quella trasmissione del lunedì. La domenica prima a Udine aveva dato un voto provocatorio all'argentino:3.5. Non sapeva che quella sera era stato invitato anche Maradona. E quando i due si incrociarono, Maradona tentò di mettergli le mani addosso. Io capii subito e mi frapposi tra i due, evitando il contatto. Peppino apprezzò molto, non partecipò alla trasmissione e la mattina dopo mi chiamò ringraziandomi.
Pacileo è stato il fiore all'occhiello del giornalismo napoletano. Uomo colto (parlava più lingue, russo compreso), appassionato di lirica, amava citare espressioni in latino ed aveva una scrittura sobria e pungente. Soprattutto era un amico sincero, leale, cordiale. Soprattutto una guida per tanti di noi.








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