"Tu vai lì e io non verrò mai a vederti". Juan Roman e l'ennesima magia di Maradona

La pagina Romanzo Calcistico ha raccontato alcuni retroscena della carriera di uno dei più grandi calciatori argentini di sempre, ovvero Juan Roman Riquelme.
Sulla seguitissima pagina di facebook "Romanzo Calcistico", si legge la storia di uno dei più grandi calciatori argentini, ovvero Juan Roman Riquelme: "Sulle rive del Riachuelo, nel barrio La Boca dove sorge lo stadio Alberto José Armando, noto a tutto il mondo come La Bombonera, Juan Román Riquelme è una sorta di totem, idolo della “Doce”, la curva dei tifosi del Boca Juniors. Talmente amato da meritarsi, al pari di pochi eletti, una statua nel Museo de la Pasión Boquense, situato proprio all’interno dello stadio. Leggenda vuole che un giorno un giovanissimo Román, all’epoca giocatore dell’Argentinos Juniors, si trovasse di fronte a un bivio: periodo di prova al Boca Juniors o andare al River Plate, con la promessa di un futuro a lungo termine con la maglia dei millonarios? Scelta scontata, o meglio, “obbligata”.
Poi ha aggiunto: "Anni dopo infatti ammetterà la minaccia scherzosa, ma neppure troppo, del padre: “Román, tu vai al River e io non verrò mai a vederti”. La scelta ricade ovviamente sul Boca, a cui Román dedicherà tredici anni di vita e di carriera, guadagnando cinque titoli argentini, tre coppe Libertadores e una coppa Intercontinentale, oltre che l’amore incondizionato della gente. La sua romantica storia in gialloblù inizia quando sulla panchina xeneizes si siede Carlos Bianchi: un colpo di fulmine, un feeling immediato. “El Virrey” gli consegna le chiavi del gioco e la 10 di Maradona, l’idolo d’infanzia di Román, che aveva lasciato il calcio qualche giorno dopo aver giocato il suo ultimo Superclásico, River - Boca, il 25 ottobre 1997. In quel match al Monumental, Diego viene sostituito a fine primo tempo. Con chi? Sì, proprio con lui, Juan Román Riquelme. Quando si dice il destino".








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