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Troisi, Riva, Gabbiadini: la potenza del sorriso oltre ogni destino


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Troisi, Riva, Gabbiadini: la potenza del sorriso oltre ogni destino

"Se avessi fatto il calciatore mi sarei travestito da Gigi Riva". Massimo ammirava di lui il carisma e il fatto di aver rifiutato le lusinghe degli squadroni del nord.


Mi è capitato, tempo fa, di intervistare Alfredo Cozzolino, grande amico di Troisi che, tra l'altro, lo volle attore in alcuni suoi film. E una risposta su tutte mi incuriosì moltissimo: "Il Massimo calciatore era forte, ricordava Gigi Riva, campione che gli piaceva per la sua capacità di trascinare squadra e pubblico. Somigliava anche a Chinaglia, tecnicamente era dotatissimo, caratterialmente e agonisticamente molto testardo. Se non avesse avuto, a partire da 11 anni, i problemi che conosciamo, avremmo avuto un altro calciatore napoletano in serie A".


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Massimo Troisi come Gigi Riva, ci pensate? Oggi è il compleanno di Rombo di Tuono, 71 candeline. Il tempo passa anche per lui, per quel leggendario campione nato a Leggiuno il 7 novembre del 1944. Dell'ammirazione del grande attore, regista e filosofo napoletano per il fuoriclasse del Cagliari, c'è una importante testimonianza anche nel libro "Da domani mi alzo tardi" della scrittrice e sceneggiatrice Anna Pavignano, storica fidanzata e compagna di lavoro di Troisi. "Se avessi fatto il calciatore mi sarei travestito da Gigi Riva". Massimo ammirava di lui il carisma e il fatto di aver rifiutato le lusinghe degli squadroni del nord. Il trascinatore dei sardi, simbolo dello storico scudetto cagliaritano, fu il suo primo mito calcistico, che diventò secondo nella classifica del suo meraviglioso cuore dopo l'arrivo a Napoli di Diego Maradona.


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In questi pensieri sparsi c'entra, e come se c'entra, anche Manolo Gabbiadini. C'entra perchè alcuni addetti ai lavori si sono arrampicati su pericolose travi che sostengono un paragone pesante: "Il talentuoso attaccante bresciano ha il sinistro di Gigi Riva, devo solo irrobustire il fisico", questo il pensiero, tra gli altri, di Fermo Favini, meglio conosciuto come Mino, ex mezzala e tra i migliori talent scout della Serie A. Recensì i giovani Zambrotta, Borgonovo, Vierchowod, Matteoli e Pazzini. L'occhio lungo gli valse il soprannome di "Mago di Meda". Ecco cosa disse e scrisse del bomber azzurro: "Gabbiadini mi colpì subito col suo tiro. In Italia ce ne sono pochi col suo sinistro. Rispetto a Riva ha un tiro meno potente, ma calcia anche lui in modo micidiale". Investitura importante, quella di due anni fa. A cui noi aggiungiamo anche una vaga somiglianza nei tratti somatici: stessa intensità di sguardo, stesse spigolature di mascella. Ora Manolo è sicuramente migliorato sul piano della potenza e ha affinato tecnica e precisione. Il paragone con Riva resta azzardato, ma continua a starci tutto, almeno in prospettiva. Specie se dovesse migliorare anche nel gioco acrobatico. Gli manca la capacità di essere leader, ma può e deve soprattutto consacrarsi alla potenza del sorriso. E allora torna in mente "Capitan Fracassa". "Se avessi fatto l'attore mi sarei travestito da Massimo Troisi". Una cosa simile, questione di carattere, Manolo non la penserebbe mai, ma ci piace pensare che l'impossibile può diventare almeno la linea dell'orizzonte a cui si tende con fiducia. Gabbiadini ha una enorme responsabilità, forse più gravosa di quella di Higuain. El Pipita è il campione, il fuoriclasse, quello da cui ti aspetti sempre il massimo perchè gli riesce spesso e volentieri con naturalezza. Il bergamasco di Calcinate, invece, è uno dei migliori talenti del calcio italiano, ma ha la fortuna-sfortuna di avere davanti uno dei migliori artisti del pallone che circolano in Europa. Fortuna perchè allenandosi con l'argentino può imparare come Zola imparò da Maradona (con le dovute proporzioni); sfortuna perchè, per ovvie ragioni, vedrà il campo dalla panchina più del previsto specie dopo il cambio tattico varato da Sarri. Da titolare accanto ad Higuain nel 4-3-1-2, Manolo si è ritrovato jolly alle spalle dello stesso o defilato a destra in qualità di alter ego atipico di Callejon. Subentrando dalla panchina, dovrà garantire lo stesso apporto dei suoi compagni, e questo richiederà una concentrazione maggiore se consideriamo che il ritmo dei titolari è diverso e più agevole da gestire. E, per concludere, a proposito di Gigi Riva, immenso riferimento della Nazionale Italiana, un messaggio va mandato anche all'attuale Ct: pur giocando meno rispetto ad altri, Gabbiadini resta il miglior attaccante italiano e merita di avere un posto fisso nella selezione azzurra. Le indiscutibili virtù di un professionista serio non possono subire oscillazioni valutative drastiche solo perchè il destino ci fa incontrare Higuain. Gigi, Massimo, Manolo: la potenza del sorriso per andare oltre ogni destino.

luca cirillo

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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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