TIM-DAZN, i numeri non sorridono: la pirateria resta alta

L'accordo tra TIM e DAZN per i diritti televisivi della Serie A non ha portato i risultati economici attesi: Calcio e Finanza svela le motivazioni del flop.
Non è un bel momento per TIM e DAZN che, dopo l'accordo triennale da 840 milioni per i diritti tv congiunti di tutti i match della Serie A, devono fare i conti con numeri non proprio positivi che hanno portato a qualche frizione tra le due aziende. In particolare, si legge in un articolo su Calcio e Finanza: "Il previsto aumento dell’ARPU (ricavi medi per abbonati) e degli abbonati non c'è stato e TIM ha accantonato circa 540 milioni di euro nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2021 per la partnership con DAZN".
"TIM infatti nell’ultimo trimestre dell’anno ha avuto ricavi inferiori e costi maggiori rispetto al previsto, che hanno portato così a un EBITDA legato alle operazioni domestiche in calo rispetto al 2021 da 5,0 a 4,3 miliardi di euro".
"Nel dettaglio, rispetto all’accordo con DAZN, TIM sottolinea alcuni elementi che hanno contribuito a non portare l’impatto atteso in termini di ricavi e di abbonati, oltre alle strategie in atto: la “concurrency” non è stata interrotta, la pirateria resta ancora alta; numero inferiori di nuovi abbonati e ARPU per la fibra; rinegoziazione dell’accordo in corso; meccanismo di stop loss in atto".








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