Tifoso dell'Avellino salva la vita all'arbitro Abbattista: "Grato per sempre"

Il portale sportavelllino.it riporta una vicenda di cronaca, fortunatamente conclusasi con il lieto fine e non in tragedia.
Il portale sportavelllino.it riporta una vicenda di cronaca, fortunatamente conclusasi con il lieto fine e non in tragedia. La mattina di mercoledì 2 marzo l'arbitro Eugenio Abbattista, della sezione di Molfetta, si è schiantato con la sua autovettura contro un Tir in sosta lungo l'autostrada Napoli/Bari. La sera precedente il direttore di gara era stato impegnato all'Arechi di Salerno nel match contro l'Entella e, nel rientrare a casa, nei pressi dell'uscita per Benevento, ha tamponato un Tir apparsogli dopo una curva, completamente fermo e senza alcuna segnalazione. Auto distrutta e finita in una scarpata, il conducente del pesante automezzo scappa senza prestare soccorso, Abbattista perde conoscenza per qualche minuto, le altre macchine iniziano a fermarsi, avendo capito ciò che è accaduto, ma a risultare decisivo è un operatore della Croce Rossa fuori servizio, che sopraggiunge sulla carreggiata opposta. Ciro Carbone, tifosissimo dell'Avellino, attraversa di gran corsa l'autostrada - a suo rischio e pericolo - e presta i primi, decisivi, soccorsi. Mette in sicurezza l'arbitro, incastrato tra le lamiere, e chiama 118 e Polizia stradale. "Il suo intervento è stato encomiabile e determinante affinchè le mie condizioni fisiche non peggiorassero e i traumi si trasformassero in lesioni. La tragedia ha avuto un risvolto evangelico grazie all'umanità di Ciro Carbone, a cui sarò sempre grato, e che ringrazio di cuore. Ringrazio la sua Associazione che annovera uomini come Ciro e che è quotidianamente al servizio della gente", queste le parole di Abbattista nella lettera inviata al presidente della Croce Rossa dopo aver telefonato al suo salvatore. Ciro Carbone, dal suo canto, ai taccuini del sopracitato portale irpino, ha dichiarato: "Forse solo il destino ha voluto che io fossi li in quel momento. Il nostro lavoro ci fa trovare spesso in situazioni come queste e per me era normale stargli vicino, cercare di rassicurarlo e fargli capire che era solo questione di tempo e tutto si sarebbe risolto. Abbiamo parlato e gli ho spiegato tutto quello che succedeva tenendo sempre a bada il suo stato di salute. Siamo stati insieme quasi un'ora mentre lui era tra le lamiere. Non sono un eroe ma una persona felice che tutto si sia risolto per il meglio".







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