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"Te la senti di fare il centravanti?". Cavani, che non fa rima con Magnani


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Te la senti di fare il centravanti?. Cavani, che non fa rima con Magnani

Edinson Cavani, nuovo attaccante del Manchester United, ha iniziato il suo cammino in Premier League.


La storia di Cavani è la sintesi di quel che Eduardo De Filippo disse per descrivere l'irripetibilità di Anna Magnani nei secoli dei secoli: "Sono quelle forze della natura che si scatenano e ti danno un prodotto". Ma Edinson, detto El Matador, della mirabile ed inarrivabile interprete romana, non ha avuto l'istinto dell'arte. Ne condivide - e scusate se è poco - la potenza espressiva che però, proprio nella Napoli dell'autore de "L'arte della commedia", ha toccato le vette più alte. A Napoli e non altrove: 104 gol quale risultato di uno shake esplosivo di atletismo e forza d'attrazione tipica di chi ha ben chiaro il suo obiettivo e lo calamita a sè. Eppure Edi non ha mai avuto il tocco magico: ha convinto tutti con la sua ineguagliabile energia, con la volontà incastonata in quei nervi tesi come archi prima di scagliare dardi a raffica con la lucidità di Legolas, in quelle fasce muscolari senza un grammo di grasso dove scorrono mandrie di cavalli imbizzarriti con movimenti da gazzelle. Cavani, per tirare ancora in ballo Eduardo, è il talento che si fa strada comunque e niente lo può fermare, che cresce e si sviluppa più rigoglioso quando la persona che lo possiede viene considerata ‘diversa’ dalla società. Infatti, la persona finisce per desiderare di esserlo davvero, diversa, e le sue forze si moltiplicano, il suo pensiero è in continua ebollizione, il fisico non conosce più stanchezza pur di raggiungere la meta che s’è prefissata.


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E l'uruguaiano, in senso ampio, era considerato da Mazzarri "diverso", cioè non un attaccante, ma un esterno di centrocampo, così come lo era stato a Palermo, da dove proveniva e forse da dove era scappato in cerca del primo vero lancio della sua carriera. Nel frattempo Quagliarella viveva l'incubo dello stalking e nessuno lo sapeva. Per questo, prima del match con l'Elfsborg, si consumò uno dei drammi più rivoluzionari della storia del calcio Napoli: il napoletano Fabio, di Castellammare di Stabia, si accorda con la Juventus e viene escluso dal match; e Mazzarri, rimasto a secco di attaccanti, chiede a Cavani: "Te la senti di giocare da attaccante centrale?". Un caso. Che non è mai un caso, perché il caso non esiste e perché Eduardo diceva che il talento prima o poi si fa strada. Da quel momento in poi inizia l'epopea del Matador, il fulmine che corre in ogni angolo di campo, il tassello arrivato per comporre il triumvirato con Hamsik e Lavezzi. Ma i triumvirati, si sa, non durano a lungo. El Pocho va via, direzione Parigi. Cavani resta a Napoli e continua a segnare tra campionato e Coppe. Passa un anno e va via anche El Matador: anche lui a Parigi. Ed è qui che la sua carriera va in cortocircuito. Poteva approdare in una grande di Spagna, oppure in una big d'Inghilterra. Sceglie i soldi dello sceicco in una modesta Ligue1. Segna tanto: 200 gol! Il sogno Champions (così giustifica la scelta di approdare nella capitale francese) non si avvera. Anzi, il 30 giugno di quest'anno decide di non prolungare il contratto (in scadenza) fino ad agosto (a causa dell'emergenza coronavirus) e così rinuncia a quel che resta della Champions. Il PSG però va in finale. Che perde con il Bayern Monaco. Ma cosa avrà provato Cavani alla vigilia e durante la partita se quella Coppa era davvero il suo sogno? Chissà... L'arte della commedia, il capolavoro "pirandelliano" di Eduardo. E di Cavani.


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Cavani ora è al Manchester United dopo essere stato in giro per tutta l'estate ed oltre: ad un passo dal Benfica, dall'Atletico Madrid, dal Barcellona, dal Boca Juniors e anche dal Napoli come ogni bella stagione a questa parte. E lo sarà anche l'anno prossimo. A lui un grosso in bocca al lupo perché quel che ha fatto in maglia azzurra non si può e non si deve dimenticare. Ma non gli si può perdonare di aver sprecato buona parte della sua forza all'ombra della Torre Eiffel. In Premier doveva arrivarci nell'estate di quel 2013, quando decise di mettere fine alla sua avventura partenopea. E i tifosi al suo ritorno al San Paolo, da avversario, nell'amichevole tra Napoli e PSG, lo fischiarono. De Laurentiis si fece perdonare acquistando Higuain. Che è tecnicamente superiore a Cavani. Due giocatori diversissimi, imparagonabili. Al di là di tradimenti vari, veri o presunti di tizio o caio, l'argentino è più raffinato e nelle mani di Sarri è diventato il miglior bomber di sempre della Serie A. Entrambi, però, sono lontani anni luce da Careca. Eppure c'è qualcuno che ancora bestemmia. Auguri Edinson, complimenti per il biennale a 10 milioni a stagione. I soldi sono importanti, per carità, e le scelte sono legittime, ma la tua forza disumana, sul piano squisitamente sportivo, andava canalizzata diversamente dopo il quadruplo salto mortale e mezzo carpiato dal trampolino napoletano. Vai campione, spiega agli inglesi come si decide di non essere Anna Magnani.

Luca Cirillo


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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