Stefano Biondi è morto, giornalismo e Bologna in lutto. Bartoletti: "Collega raro"

Biondi aveva 64 anni. Leggendarie le sue trasferte con i rossoblù, ha insegnato a generazioni di giovani con entusiasmo, ironia e spirito critico.
Stefano Biondi purtroppo è morto. Non c’è più lo “Zio” - scrive il Resto del Carlino - aggiungendo che la redazione sportiva e quella di cronaca, con la quale aveva lavorato una vita, non riescono a farsene una ragione. Lo “Zio” era il soprannome affibbiato ad una delle anime dello sport a Bologna, il cantore del Bologna. Dei grandi successi e pure delle improvvise cadute della squadra di calcio della città. Aveva cominciato giovanissimo, figlio d’arte (il papà Dino è stato una della colonne del Carlino) al Corriere dello Sport-Stadio. Poi, nella prima metà degli anni Novanta, era sceso di un piano. La redazione di Stadio era al secondo piano del palazzone bianco di via Enrico Mattei 106, quella del Carlino un piano più sotto.
E Stefano si era calato benissimo nella nuova realtà, portando allegria, leggerezza. Ma anche la capacità di approfondire le notizie, di scovarle, di chiedersi cosa ci fosse dietro un evento. Leggendarie le sue trasferte al seguito del Bologna, lui al volante e la sua squadra al seguito. Prima Ermanno Benedetti, collega di Stadio, poi, i suoi allievi, Massimo Vitali e Marcello Giordano.
Negli ultimi tempi si era ammalato, ma non aveva perso lo spirito dei giorni migliori. La voglia di lottare e di provare a superare la malattia. Stefano lascia la moglie Sabrina Orlandi (giornalista come lui) e i figli Pietro e Barbara. Dolce il ricordo del Bologna, poche righe ma sentite, postate sulla pagina Facebook del club per ricordare il giornalista scomparso: "Ha raccontato per anni le vicende rossoblù con uno stile sempre inconfondibile, brillante e ironico. Alla famiglia vanno le condoglianze di tutto il Bologna. Ci mancherai tanto, Stefano". Anche Marino Bartoletti lo ha ricordato: "Un collega raro, una persona per bene".








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