Sponsor tecnico Napoli, De Laurentiis sta rischiando grosso o prepara la sorpresa? La situazione

Aurelio De Laurentiis spinge per "l'autoproduzione" delle maglie, ma il tempo inizia a stringere. Andiamo a fare luce sull'attuale situazione in merito allo sponsor tecnico.
Il tempo è denaro. Il Napoli lo sa e continua a lavorare per trovare soluzioni sul versante del nuovo sponsor tecnico dopo l’addio a Kappa, con tanto di PEC – o comunque comunicazioni ufficiali - nel mese di marzo dopo quella dell’azienda torinese che aspettava risposte ufficiali sull’opzione contrattuale in essere per continuare fino al 2022. Risposte arrivate qualche settimana dopo: grazie di tutto, ma prendiamo altre strade. Questa, in sostanza, la replica del Napoli. L’idea di Aurelio De Laurentiis, presidente del club, è quella di autoprodursi, tuttavia dovrà affrettarsi perché i rivenditori ufficiali sono in fibrillazione: il tempo non solo è denaro, infatti, ma stringe pure e la preoccupazione è che si potrebbero dilatare le scadenze per la consegna del nuovo materiale sportivo. Il club partenopeo dovrà risolvere tutti gli aspetti, da quelli logistici a quelli estetici. Dato ormai per scontato e solido il rapporto con Amazon (sulla cui piattaforma dal 2018 è stato aperto uno store ufficiale, primo caso al mondo nel calcio), c’è da capire se ci sarà o meno l’accordo con EA7 di Giorgio Armani che si occuperà del design. Se fino a qualche settimana fa sembrava certo un accordo, ora si vive nella totale incertezza. E la domanda è: ci sono i margini e soprattutto i tempi per realizzare una soddisfacente (auto)produzione? Inoltre, chi potrà garantire al Napoli materiale sufficiente?
Al momento il club azzurro, a meno che non abbia già trovato tutte le soluzioni del caso, sta correndo un rischio davvero enorme. Ricordiamo che la squadra a luglio andrà in ritiro a Dimaro (dal 15 al 25) e dovrà avere a disposizione tutto il materiale per la squadra. Se per il kit d’allenamento e accessori (accappatoi, ciabatte ecc. ecc.) potrebbero – condizionale d’obbligo – eventualmente intervenire aziende terze, resta il mistero o, se volete, il riserbo assoluto sui completini da gioco ufficiali. Non manca chi è pronto a giurare che potrebbe esserci un ritorno di fiamma con Kappa per un anno ponte sfruttando l’accordo che già c’era e che sarebbe scattato automaticamente in presenza di numeri che, soprattutto a causa della pandemia, non si sono verificati. In ogni caso, con Kappa, bisognerebbe ricucire prima i rapporti tra le parti: non sono mancate tensioni, seppur piccole. Sullo sfondo, inoltre, resta viva la soluzione Macron. Che però chiede al Napoli un contratto lungo per firmare. Il tempo è denaro, il tempo stringe. E le perplessità aumentano. De Laurentiis ci stupirà ancora una volta o farà un passo “indietro”? A prescindere, la strada per il futuro è tracciata e sulle indicazioni c’è scritto “autoproduzione”.








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