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Spalletti lascia la conferenza allo staff: il motivo. I collaboratori: "Obiettivo raggiunto"


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Spalletti lascia la conferenza allo staff: il motivo. I collaboratori: Obiettivo raggiunto

Lo staff di Luciano Spalletti ha risposto alle domande dei giornalisti in conferenza stampa in quel di Castel Volturno: "Stagione diversa dai 91 punti di Sarri".


Luciano Spalletti ha lasciato spazio al suo staff, in conferenza stampa pre Torino-Napoli, sono stati i suoi stretti collaboratori a rispondere alle domande dei giornalisti nella sala stampa di Castel Volturno e non il tecnico azzurro. Svelato il motivo di tale decisione, il tecnico ha voluto dare spazio al suo staff dando una sorta di "premio" per la grande stagione condotta dalla squadra azzurra. All'incontro con la stampa erano presenti: Marco Domenichini, Daniele Baldini, Alejandro Lopez, Francesco Calzona, Francesco Sinatti, Francesco Cacciapuoti e il match analist Simone Beccaccioli. Prima domanda per il preparatore atletico Sinatti: Ci sono stati diversi infortuni, c'è una spiegazione a tutto questo? "Il calcio è cambiato in questi ultimi anni, soprattutto quest'anno il Covid ha portato delle problematiche importanti, l'80% della rosa è stata positiva e questo ha portato un'assenza nel periodo di positività e poi problematiche sul rientro all'attività. Sicuramente ha inciso, il Covid ha strascichi anche successivamente, lascia uno stato infiammatorio nell'organismo e problematiche muscolari dipendono da questo. La differenza va fatta anche tra natura muscolare o traumatica e quest'anno ci hanno penalizzato, a partire dai traumi per Osimhen, va fatta una distinzione. La frequenza degli impegni poi non aiuta l'integrità fisica".


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Per Baldini: Cosa è cambiato da un girone all'altro? Da quei due mesi grandissimi ad una seconda parte difficoltosa? "E' difficile capirlo, è una domanda alla quale non c'è risposta non essendoci controprova. I fattori sono tanti: molte partite, la fatica accumulata, la Coppa d'Africa, il Covid, ma ci sono comunque state prestazioni importanti al ritorno, ma non è mai cambiato l'impegno, sempre massimale. Su questo dobbiamo fare valutazioni, se ci fossero state differenze saremmo intervenuti ma i ragazzi sono stati sempre fantastici e li ringraziamo per l'obiettivo raggiunto e che mancava da anni".


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Per Sinatti: Lei c'era anche nell'anno dei 91 punti, deluso come Mertens? "Io penso che sono due stagioni diverse, le problematiche diverse le abbiamo spiegato e non c'è rammarico da parte mia. Dispiacere per esserci andati vicini, ma siamo in linea con gli obiettivi iniziali della società".

Per Sinatti: il Napoli ha perso tanti punti in rimonta, anche De Laurentiis ha discusso della preparazione, è cambiato qualcosa nel lavoro? "Mi piace rispondere con dati oggettivi, ad Empoli è stata la gara con più alta velocità del campionato, con la Roma siamo stati superiori sia nel primo che nel secondo tempo sotto tutti gli aspetti. Non c'è differenza, se guardiamo all'andata con la Lazio vinta 4-0 abbiamo prodotto meno degli avversari e quindi spesso quanto ottenuto in campo non è proporzionale alla questione fisica. Anche risultati clamorosi, con il 6-1 col Sassuolo, non abbiamo visto differenze tra le due squadre come intensità nei dati e questi sono oggettivi".

Per il vice-allenatore Domenichini: a Napoli si dà la qualificazione Champions come scontata o semplice, quanto c'è di scontato e quanto di conquistato? "L'obiettivo era questo dall'inizio, ci siamo riusciti nonostante tutte le problematiche, poi c'è il dispiacere per il sogno, ma non dobbiamo essere scontenti ma felici perché la squadra ha anche sviluppato un buon calcio e ci siamo arrivati in modo anche bello, dando a tratti spettacoli importanti".

Per Sinatti: c'è un lavoro fisico dietro le problematiche di Zielinski? "Non ha alcun problema, ha grandi qualità fisiche sia come accelerazione e resistenza, con coordinazione difficile da trovare, non ci sono problemi da questo punto di vista".

Per Calzona: era anche nello staff di Sarri, miglior difesa all'epoca e tra le migliori anche quest'anno, merito suo? "No, assolutamente. Sarri è un grande tecnico, perfezionista, difende di squadra e non solo di reparto. Anche quest'anno a parte il periodo finale abbiamo fatto molto bene, siamo stati la migliore o la seconda per un lungo periodo. I meriti sono di Spalletti perché con metodologie diverse ha dato compattezza, poi la difesa va sostenuta dal resto della squadra, spesso si dà la colpa ai difensori ma spesso è un problema negli altri reparti. Il mister ha fatto un grande lavoro ed è andata benissimo, non è certo merito mio".

Per il preparatore atletico in seconda Cacciapuoti sul rendimento degli azzurri: "Ogni stagione è a se, va analizzata in base anche alle competizioni che si affrontano ogni 3 giorni. Non c'è una relazione solo in base ai punti, la squadra è migliorata e se ci sono dei cali possono sembrare legati a motivazioni o fisico, ma non è così, come si è visto la scorsa settimana contro il Sassuolo".


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Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
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