Solito ping-pong sulle responsabilità, che vergogna: Napoli perde ancora una volta!

Napoli è una città meravigliosa, sorprendente, incantevole, accogliente, ricca di storia e di arte. Ma è anche un luogo dove spesso dilaga l'autolesionismo. Oggi, 10 maggio 2017, per i napoletani...
Napoli è una città meravigliosa, sorprendente, incantevole, accogliente, ricca di storia e di arte. Ma è anche un luogo dove spesso dilaga l'autolesionismo. Oggi, 10 maggio 2017, per i napoletani è un giorno speciale: è il trentennale del primo scudetto. Un'occasione non certo per festeggiare (che senso avrebbe?), ma per ricordare, celebrare, rivivere quelle emozioni tra amici passeggiando per la città. E quello che hanno pensato di fare le vecchie glorie azzurre che portarono il Napoli in trionfo. Un giro tra la gente nei luoghi di "culto", una visita al San Paolo, teatro di mille battaglie e poi la partita a Casoria. E invece, proprio tra le mura del tempio sportivo sacro ai napoletani, è stato negato l'accesso a quei meravigliosi protagonisti dello storico e primo tricolore. Il Comune, attraverso l'assessore Ciro Borriello, si difende: "Ingeneroso incolpare noi". La Ssc Napoli, invece, fa sapere che aveva autorizzato l'evento anche se ha la gestione della pista d'atletica e del terreno di gioco ce l'ha solo nei giorni delle partite. Insomma, il solito teatrino, il solito stucchevole ping-pong per far rimbalzare mediaticamente responabilità sull'ennesima, penosa figura che, purtroppo, di rimando, ha fatto una città intera. Che vergogna!








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