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Soccorsi Bove, ecco perché l'ambulanza non entrava. Il napoletano Mandragora non si dava pace


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Soccorsi Bove, ecco perché l'ambulanza non entrava. Il napoletano Mandragora non si dava pace

Svelate le ragioni del presunto ritardo dell'ingresso dell'autoveicolo che ha poi trasportato Edoardo Bove in ospedale.


Edoardo Bove era lì a terra privo di sensi e non sembrava poter tornare vigile, eppure l'ambulanza non entrava. Sono stati attimi di tensione, quelli vissuti al quarto d'ora di Fiorentina-Inter, con i compagni di squadra molto preoccupati. Tra questi, anche Rolando Mandragora.

Il centrocampista napoletano classe 1997 era in apprensione e si domandava per quale motivo l'amico Edoardo non venisse trasportato d'urgenza in ospedale. La stessa domanda è stata rivolta da altri giocatori viola a da alcuni tesserati nerazzurri ai sanitari presenti, che hanno provato a calmarli, spiegando loro che stavano rispettando il protocollo previsto e che, in questi casi, va minuziosamente seguito.


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La parola d'ordine è: essere rapidi. Per legge, gli stadi sono dotati di defibrillatori e di tutto ciò che occorre ai medici per prestare il primo soccorso, a prescindere o meno dall'ambulanza che, in quest'ottica, viene considerata solo un mezzo per portare successivamente l'atleta in ospedale per ulteriori accertamenti. L'importante è mettere fuori pericolo chi si sente male e, per farlo, bastano la preparazione e gli strumenti di cui sono dotati gli staff medici sul posto.


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Gianluca Vitale
Giornalista dal 2013, iscritto all'ODG Campania e titolare di Carte de Presse Internationale IFJ. Ha lavorato con più redazioni online sul Calcio Napoli. Specializzato in esclusive e calciomercato.

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