"Silvia Romano va arrestata", al vaglio dei magistrati di Milano anche il post di Vittorio Sgarbi

La cooperante agli investigatori: "Serena nonostante le minacce". Agli inquirenti ha parlato anche del post del noto critico d'arte.
Al vaglio dei pubblici ministeri di Milano, che indagano sugli insulti e sulle minacce a Silvia Romano, la 25enne cooperante di Milano liberata sabato in Somalia grazie al lavoro dell'intelligence italiana dopo un sequestro lungo 18 mesi (presente all'aereoporto di Ciampino ad aspettarla anche il Premier Conte) c'è anche un post di Vittorio Sgarbi, il quale ha scritto che la giovane "va arrestata" per "concorso esterno in associazione terroristica". Parole che ora sono finite sotto la lente di ingrandimento delle Autorità.
Delle parole del critico d'arte avrebbe parlato, come persona offesa, anche la stessa Silvia Romano nell'audizione davanti al capo del pool antiterrorismo e agli investigatori del Ros dei carabinieri. Davanti al responsabile dell'antiterrorismo di Milano, Alberto Nobili, che coordina l'indagine, la giovane ha detto di "essere serena" malgrado le minacce. Al vaglio degli inquirenti ci sarebbero tutti i messaggi minatori, non solo i post sui social ma anche alcune lettere. Gli investigatori hanno sentito anche la madre di Silvia.







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