Scudetto, Coppa Italia e due figlie napoletane: la favola di Diego, scugnizzo ad honorem

Diego Demme merita applausi, affetto e riconoscenza per quel che ha fatto in maglia azzurra. La sua è una vera e propria favola.
Ci sono favole che non si possono scrivere perché sono talmente belle che non riesci nemmeno ad immaginarle. Tuttavia ci sono storie che si compongono come un mosaico giorno dopo giorno. A volte basta solo iniziare e il resto arriva prima o poi. Diceva San Francesco d'Assisi: "Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile". Dal canto suo, Enzo Demme, ha iniziato col dare a suo figlio un nome bellissimo e molto significativo per tutti coloro che tifano Napoli, ovvero Diego. E ha fatto il possibile per insegnargli ad amare lo sport. All'improvviso ha realizzato che il suo giovanotto avesse le qualità per diventare calciatore. Una scalata lunga, appassionante. Un giorno Diego è diventato capitano del Lipsia in Bundesliga.
Poi la favola, a tinte azzurre, ha fatto capolino: è arrivata la chiamata del Napoli. Così Diego ha lasciato - seppure a malincuore - il Lipsia capolista in quel momento per realizzare il sogno suo e quello di suo padre Enzo. Il club e i tifosi tedeschi hanno capito e lo hanno ringraziato. Al termine del primo anno, caratterizzato dalla pandemia, è arrivata la Coppa Italia. Ma prima del trofeo Demme ha fatto qualcosa di più importante: ha dato ordine e serenità ad un centrocampo fino a quel momento in confusione.
Poi sono arrivati infortuni che lo hanno condizionato. Nel frattempo è nata la prima figlia, Gia. Napoletanissima. "I miei figli devono essere napoletani", il pensiero del mediano. Tra alti e bassi Diego - molto amato dai compagni e dai tifosi per la sua serietà e professionalità, ma soprattutto per l'attaccamento - ha fatto il suo percorso. Ed è arrivata anche la seconda figlia, Ellie. Napoletanissima.
Poco importa se in questa stagione ha giocato poco, lo Scudetto è suo, come lo è di tutti i calciatori azzurri che hanno contribuito a costruire questo successo passo dopo passo. Diego è nato in Germania, ma è scugnizzo ad honorem. E chi lo conosce bene non può fare altro che ringraziarlo per lo splendido ragazzo che è. Demme la sua favola l'ha scritta. E la racconterà a figli e nipoti.






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