Scanzi: "Un mito dello sport italiano. Gli hanno sputato in faccia"

In un video su Youtube, il giornalista e scrittore Andrea Scanzi si è lasciato andare ad un lungo sfogo su un ex campione del nostro paese.
In un video commemorativo sui social, Andrea Scanzi si è tolto qualche sassolino dalle scarpe: "Il 14 febbraio 2004 è stato uno dei giorni più brutti della mia vita. Il calvario, l'agonia e la solitudine di Marco Pantani è coinciso con il dolore più grande dello sport italiano. Marco apparteneva ai miti. Voglio bene a questo paese ma detesto il far passare dalle stelle alle stalle chiunque. Pantani è stato elevato a mito e poi gli hanno sputato in faccia. Non ho mai visto una metamorfosi così ipocrita e carognesca come quella che attuarono gli italiani prima e dopo Madonna di Campiglio".
"Quell'episodio è stato lo spartiacque che ha determinato la morte e ci ha fatto capire come l'italiano medio goda per gli insuccessi di un personaggio famoso. Non sono mai stato appassionato di ciclismo ma mi sono avvicinato grazie a Marco. Quando gareggiava il Pirata non si usciva di casa e si guardavano le sue imprese con la tutta famiglia. Vederlo era l'apoteosi del divertimento e della gioia sportiva. Pantani era amatissimo da tutti e risultava simpaticissimo. Nel 1998 l'Italia si era fermata quando ha vinto il Tour de France" ha aggiunto il giornalista e scrittore de Il Fatto Quotidiano.
Conclusione polemica di Scanzi: "Ma secondo voi il ciclista più forte del mondo si poteva mai fregare in quel modo? Ci sono troppe cose che non tornano su Madonna di Campiglio e sulla morte di Pantani".








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