Scanzi: "Talento vero, è stato uno dei più grandi in Italia. Lo conoscono in pochi"
In un post sui social il giornalista e scrittore Andrea Scanci ha ricordato la scomparsa di un cantautore italiano.

Andrea Scanzi è sempre stato un grande intenditore di musica. Il noto scrittore e giornalista ha colto l'occasione per scrivere un lungo ricordo sui social dedicato alla scomparsa Paolo Benvegnù: "Per me è stato uno dei più grandi cantautori italiani. Lo scrivo così, dritto ma non di getto, con lucidità radicata e inattaccabile".
"Se n’è andato all’improvviso il 31 dicembre, a neanche 60 anni (li avrebbe compiuti il 14 febbraio). Paolo era un talento vero e un’anima pura, buono oltre ogni immaginazione. Insicuro come nessuno. Più volte ho avuto la fortuna di esibirmi con lui. C’era, in Paolo, un rapporto inversamente proporzionale tra percezione e talento. Era come se tutta quella bellezza che aveva dentro non la sentisse appieno, quasi che fosse dotato di una prodigiosa ipersensibilità artistica a sua insaputa" ha continuato Scanzi.
"Ho scritto che Paolo è stato uno dei più grandi cantautori italiani: lo ribadisco. Togliete la prima (quella dei De Andrè) e la seconda (quella dei Fossati) generazione, che fanno storia a sé, e ditemi quanti cantatori nati dal 1965 in poi siano stati più bravi e costantemente ispirati di Benvegnù: pochissimi. Eppure è rimasto di nicchia. Segno ulteriore di questi tempi neuronalmente morti e moralmente orrendi: che l’Italia abbia poca speranza, lo si capisce anche solo dal fatto che Morgan lo conoscano tanti, Tony Effe tutti e Benvegnù pochi" ha concluso Scanzi.








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