Saviano: "Kim e il "che vvuò", ricordate Mertens? Il magico coreano e l'identità di Napoli"

Roberto Saviano ha voluto mettere in evidenza il gesto "napoletano" per eccellenza di Kim durante una delle ultime partite prima della sosta.
Roberto Saviano, autore di Gomorra, nel suo articolo su "Sette", inserto del Corriere della Sera, ha parlato del grande inizio di stagione del Napoli: "Vorrei urlare la mia gioia ma mi trattengo, per scaramanzia. La pausa dal campionato mi dà però un po’ di coraggio e mi spinge a rompere il silenzio. La fotografia di questa settimana ritrae 4 giocatori del Napoli in un abbraccio. Al centro c’è Kim Min-jae, il magico coreano che ha appena compiuto 26 anni e sta regalando a noi tifosi napoletani non solo attimi di gloria in campo, ma ha anche mostrato come si possa essere grandi e umili allo stesso tempo. In verità c’era anche un’altra fotografia che mi sarebbe piaciuto mostrarvi".
Inoltre, Saviano, aggiunge: "Kim Min-jae fa il tipico gesto napoletano che Bruno Munari definiva del « Che vvuò ?». Mi piace pensare che l’identità di Napoli sia così forte e contagiosa che chiunque vive in città non riesca proprio ad esimersi dall’assumerne le abitudini, fosse anche un semplice gesto".
"Chi può dimenticare - non io di certo - Dries Mertens che, dopo un’azione finita male, mano a pugno, indice piegato e un po’ sporgente, l’avvicina alla bocca e lo porta tra gli incisivi... a Napoli significa « mannaggia la miseria », non c’è gesto più efficace per mostrare rammarico. Lì pensai: è proprio Ciro. E così Kim, anche lui, subito diventa napoletano. O almeno subito lo sentiamo napoletano". Ha concluso Saviano nel suo articolo.








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