Sarri ora è totalmente juventino, l'ultima frase lo conferma. Ha cambiato idea anche sull'Olanda

Maurizio Sarri ancora una volta ha sconfessato il suo modo di pensare venuto fuori quando era alla guida del Napoli.
Ricordate quando Sarri, all'epoca allenatore del Napoli, sosteneva che "nella storia del calcio ci sono squadre che segnano un periodo: ad esempio negli Anni '70 si ricorda l'Olanda, e non chi ha vinto"? Bene, cancellatelo, quel Maurizio da Figline non esiste più. Ieri ha ulteriormente sotterrato gli ultimi residui della sua filosofia: "Faccio sport, nello sport la parola vicino significa nulla. Non mi interessa, quindi la percezione della vittoria". Frasi simili a quelle di Massimiliano Allegri il quale ribadiva che "a 52 anni cosa vuol dire giocare bene. Quelli che vincono sono più bravi degli altri".
Sarri non si è convertito, lui è semplicemente uno che riesce a mimetizzarsi bene afferrando con "bravura" i sentimenti del luogo in cui è chiamato ad interagire. A Napoli ha vestito i panni del capopopolo, a Torino invece ha capito che gente come Cristiano Ronaldo e Dybala se ne fregano dei suoi metodi e del suo sistema di gioco e che vincono le partite anche da soli, con le loro qualità. Gli è bastato dunque registrare la difesa come nella migliore tradizione Juventus e lasciare la squadra libera di agire così come fece Allegri. Semplice, no? Ma la domanda a questo punto è d'obbligo: come mai i bianconeri hanno scelto Sarri?








Napoli-Frosinone: 3-0, commento e analisi in 3 minuti
Il Napoli ha già scelto il sostituto di Anguissa
Napoli, calendario Champions 2026-2027: data e ora delle 8 gare
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
