Sarri-Napoli, svelato il motivo dell'addio: i soldi non c'entrano! Che "fregatura" alla Juventus

Maurizio Sarri ha impiegato una vita per vincere qualcosa di importante in Italia. Ci è riuscito solo ora, ma a che prezzo?
Andrea Agnelli ha deciso di esonerare Maurizio Sarri. Al suo posto è arrivato Andrea Pirlo. Al coach di Figline Valdarno era stato chiesto di centrare un duplice obiettivo: migliorare sia il gioco dei bianconeri che il cammino della Vecchia Signora in Champions League. L'ex mister del Napoli non è riuscito a soddisfare le richieste di Agnelli e, nonostante la conquista dello Scudetto, è stato sollevato dall'incarico. Eppure tale "fallimento" era ampiamente prevedibile. Sarebbe bastato guardare il cammino di Sarri al Chelsea.
Il tecnico toscano ha ottenuto buoni risultati in Inghilterra. Ha vinto l'Europa League, ha riportato il Chelsea in Champions, ha perso solo ai rigori la finale di coppa di lega con il Manchester City. Eppure a Londra il (non) gioco sarriano ha creato più di qualche malumore tra tifosi e addetti ai lavori. Sarri, anche in Inghilterra, ha sofferto la presenza di solisti come Hazard. Il suo giropalla è apparso spesso inutile, persino stucchevole in certi frangenti.
L'habitat naturale di Sarri era il Napoli. Lì aveva messo a punto un giocattolo perfetto grazie alla presenza di calciatori estremamente funzionali al suo gioco. Mertens e Insigne sono abituati a giocare a uno, due tocchi. Stesso discorso per Jorginho, il fulcro del suo centrocampo. Tutti i calciatori azzurri seguivano alla lettera i dettami del mister, nessuno ne metteva in discussione l'autorità. Sarri non andò via da Napoli per soldi. Chi afferma questo mente sapendo di farlo. Il mister aveva il timore che in Campania non avrebbe vinto nulla di importante. Dopo una interminabile gavetta aveva il desiderio di portare a casa qualche trofeo, di ricevere lo status di grande allenatore. I risultati gli hanno dato parzialmente ragione. Il Napoli, dopo di lui, non ha mai lottato per il titolo. E l'ennesima Coppa Italia - per quanto vincere faccia sempre bene - non può compensare una stagione, l'ultima, che ha visto i partenopei addirittura fuori dalla zona Champions. Sarri è riuscito a vincere dei trofei, ma a che prezzo? A Napoli non vinceva, ma veniva considerato un "Maestro", un tecnico in grado di valorizzare tutti gli elementi a propria disposizione. Aveva un popolo, quello napoletano, che lo considerava una sorta di santone. Alla Juventus, ma anche prima al Chelsea, sarà ricordato solo come uno dei tanti...Una "fregatura" per un mister il cui valore viene messo in discussione proprio ora che ha portato a casa qualcosa di davvero importante come uno Scudetto.








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