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Sarri divide i tifosi della Juventus, da Torino: "Tre motivi per cacciarlo anche subito!"


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Sarri divide i tifosi della Juventus, da Torino: Tre motivi per cacciarlo anche subito!

La Juventus è prima in classifica, ma Maurizio Sarri, soprattutto dopo la sconfitta del San Paolo contro il Napoli, non convince tutti.


La sconfitta della Juventus sul campo del Napoli non è andata ancora giù all'ambiente bianconero. Da Ronaldo ad Agnelli, per finire con i tifosi, il KO del del San Paolo, come riporta ilbianconero.com, testata torinese, brucia ancora, e tanto. L'occasione di staccare in classifica le rivali per lo scudetto era troppo ghiotta, e i campioni d'Italia se la sono lasciata sfuggire. Sul banco degli imputati ovviamente c'è Maurizio Sarri: l'allenatore al momento occupa ancora una posizione ben salda sulla panchina della Juve, ma alcune ombre iniziano ad addensarsi sul suo futuro, tanto da far affiorare dei dubbi sulla sua permanenza a Torino anche nel 2020-21. Ad oggi, ci sono tre motivi a favore della conferma di Sarri e tre per i quali la sua avventura juventina potrebbe terminare, anche prima del previsto...

SARRI, TRE MOTIVI PER CONFERMARLO


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1) I risultati al momento sono dalla sua parte; 2) Sarri è un tipo di allenatore al quale vanno dati tempo e fiducia. Il passaggio 'culturale' dal tipo di gioco sempre praticato dalla Juve (che con Allegri ha raggiunto il suo apice) a quello voluto da Sarri non è facile, e neanche immediato; 3) Il mercato dell'estate scorsa ha consegnato a Sarri una rosa molto forte, senza dubbio la migliore in Italia, ma con alcune lacune importanti, che non abbiamo mancato di sottolineare negli ultimi mesi, e sostanzialmente inadatta al modulo che Sarri ama di più, il 4-3-3 puro, con un attaccante centrale e due attaccanti esterni.

 SARRI, TRE MOTIVI PER CACCIARLO 

1) La Champions sarà decisiva, ancor più del campionato: con il Lione, negli ottavi di finale, la Juve è nettamente favorita, per cui una clamorosa eliminazione potrebbe portare anche a un esonero di Sarri a stagione in corso. Ad ogni modo in casa Juve alla fine conteranno i risultati, al di là del gioco, e Sarri a giugno sarà giudicato in base a quelli. Il paragone con Allegri non lascia spazio ad alternative: l'ex Chelsea ha l'obbligo di vincere il campionato e di arrivare almeno in finale della massima competizione continentale per club; 2) Le dichiarazioni: passi per la tuta (peraltro più elegante e 'accettabile' rispetto a quelle degli anni precedenti), ma alcune frasi pronunciate da Sarri in questi mesi non sono affatto piaciute ad Agnelli e a tutto l'establishment bianconero; 3) L'eventuale disponibilità di alternative top per la panchina 2020-21: se ad esempio, a fine stagione, uno fra Pep Guardiola o Jurgen Klopp si liberasse dal club attuale, la dirigenza della Juve non avrebbe dubbi nel fare il tentativo di ingaggiarlo al posto di Sarri.


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